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Rats - Notte di terrore

Regia di Bruno Mattei vedi scheda film

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La recensione su Rats - Notte di terrore

di giurista81
4 stelle

Z-Movies orrorifico con ambientazione post-atomica che ispira simpatia, ma che non si avvicina alla sufficienza per tutta una serie di limiti. In primo luogo la regia, che dovrebbe essere uno dei punti di forza per una pellicola del genere, è tutt’altro che curata e si rivela decisamente impersonale sebbene Mattei riesca a creare una sufficiente atmosfera. Il vero punto debole, però, è la pessima sceneggiatura, firmata Fragasso (fido sceneggiatore di Mattei che prenderà poi la strada della regia con risultati assai mediocri) - Piccini (sceneggiatore francese autore, tra gli altri, dello script di "Shark – Rosso nell’oceano" di Lamberto Bava), che pur partendo da un interessante soggetto (di Mattei) si contraddistingue per la totale mancanza di idee (la storia progredisce davvero a stento e cade in varie ripetizioni) e per buchi narrativi grandi come voragini (ex: da dove spuntano fuori i protagonisti? Perché i topi sono intelligenti? Perché un protagonista che vuol colpire i topi spara all’impazzata in aria?). Rozzissima (impossibile non ridere durante la visione) la messa in scena, con i ratti che vengono letteralmente lanciati addosso agli attori.

Le interpretazioni, considerando che si ha a che fare con attori di quarto piano – tra i quali Massimo Vanni (alias Alex McBride, attore presente in diversi z-movies) - sono appena accettabili. Più che sufficienti la colonna sonora di Luigi Ceccarelli, la fotografia del bravo Delli Colli e le semplici, ma efficaci, scenografie (non accreditate). Presente qualche spruzzata splatter con una scena (quella del topo che esce dalla bocca della vittima) che sarà ricopiata, seppure in maniera decisamente più efficace e con soggetto diverso, ne "I Delitti del gatto nero". Bello il promettente inizio post-atomico con ambientazione in stile "Mad Max", simpatico il finale con colpo a sorpresa che vorrebbe esser imprevedibile, ma che si rivela, però, decisamente intuibile

Nel complesso un’opera che si può tranquillamente definire trash, ma che tuttavia può ispirare simpatia negli amanti dei prodotti semi-amatoriali. Si tengano alla larga i consumatori di prodotti hollywoodiani. Voto: 5

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