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The Prison

Regia di John Frankenheimer vedi scheda film

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La recensione su The Prison

di bradipo68
8 stelle

A volte è necessario riscrivere le regole.Questo è un prodotto televisivo,targato HBO ma il veteranissimo Frankenheimer si adopera al massimo per farlo smbrare qualcosa di meglio.E a parere mio ci riesce.E'basato sulla vera rivolta del carcere di Attica del 1971 e il protagonista è un agente carcerario appena entrato tra le maestranze del carcere.Un carcere disumano con regole vessatorie più dettate dalla barbarie che da reale volontà d'ordine e disciplina.Si può fare una doccia a settimana,i detenuti di lingua ispanica non possono avere corrispondenza perchè non c'è nessuno che può controllare le lettere,ci sono altre regole assurde che non fanno altro che esacerbare gli animi.L'atmosfera è carica,l'aria elettrica,eppure non sembra accorgersene nessuno,tutti impegnati a distinguere il mondo umano dei secondini da quello animale dei detenuti.L'agente Smith,il protagonista,non capisce queste regole.Ha difficoltà a fraternizzare con agenti che dentro il carcere sembrano belve assetate di sangue e rivalse mentre fuori si ubriacano al pub come un qualsasi camoinista di passaggio.Quando scoppia la rivolta e l'agente Smith viene preso prigioniero con gli altri agenti,allora c'è la sorpresa.Smith non si assoggetta neanche alle regole che gli impongono i detenuti,neanche per quel minimo di buon senso che servirebbe in questi casi.Ben strana la sua posizione con il suo misto di orgoglio ferito e senso di giustizia mette a repentaglio la sua vita e quella degli altri detenuti mentre si confronta con l'unico detenuto che sembra usare più il cervello che i muscoli o la volontà di vendetta.Sono questi confronti che probabilmente danno il sale al film che altrimenti avrebbe l'aspetto del solito film arcerario obbligato come è a certe scelte dalla produzione televisiva.Il tutto come si sa dalla storia si risolve in un massacro ad opera di agenti che sparano all'impazzata non facendo distinzione tra agenti pigionieri e detenuti.Ma le regole nel penitenziario saranno riscritte nella lunga trattativa pima della svolta autoritaria.Colpisce di questo film l'ideologia quasi equidistante nel suo individualismo dell'agente Smith,quasi prigioniero delle sue idee .Gli attori sono molto efficaci,soprattutto le facce da galera incredibili nelle parti dei detenuti

Su Anne Heche

nella parte della moglie è ababstanza valida

Su Harry Dean Stanton

nella parte del padre di Smith e proprietario del bar ,funziona

Su Frederic Forrest

ok

Su Clarence Williams III

non male

Su Samuel L. Jackson

bravo nella parte del detenuto più avvezzo a usare il cervelo che i muscoli

Su Kyle MacLachlan

protagonista efficace

Su John Frankenheimer

regia di polso molto efficace

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