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You, the Living

Regia di Roy Andersson vedi scheda film

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La recensione su You, the Living

di FilmTv Rivista
8 stelle

Che bella sorpresa! Un film di Roy Andersson! Facciamo le presentazioni: svedese, classe 1943, esordio con Una storia d'amore (1969); lavora in pubblicità: ed è bravissimo; secondo film: Giliap (1975); poi un silenzio di 25 anni, interrotto soltanto da due corti memorabili: È successo qualcosa (1987) sull'AIDS, e Mondo di gloria (1991) che si trova in dvd in un'antologia di corti europei. Nel 2000, vince a Cannes il premio della giuria con il magnifico Canzoni del secondo piano. E adesso arriva, sempre da Cannes, You, the Living (gioisci dunque, o vivente!), titolo rubato a Goethe. Andersson costruisce i suoi film per scene scandite, quadri isolati, vedute sul mondo. Inquadrature precise, spazi definiti, bar, uffici, strade, una cucina, una camera da letto, una panchina, una battuta, personaggi messi in situazioni che riassumono il non senso di un'esistenza. Minimalismo laconico e risate grasse sui troppi disastri, anche su un vecchietto malandato che trascina un cane impastoiato nel guinzaglio. Cinema dell'assurdo quotidiano. Andersson lo autodefinisce "cinema del trivialismo". Tutti in marcia verso l'apocalisse, con accompagnamento di orchestrina. Con quei solenni bombardieri che volano chissà dove.

 

Recensione pubblicata su FilmTV numero 43 del 2007

Autore: Bruno Fornara

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