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Il corsaro della Giamaica

Regia di James Goldstone vedi scheda film

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La recensione su Il corsaro della Giamaica

di maso
6 stelle

 

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Revival dei vecchi film con Errol Flynn e Douglas Fairbank in cui vestivano i panni di corsari e avventurieri dei mari che non ebbe molto successo perchè questo genere era già tramontato da molti anni subendo un pò il destino che di li a poco affliggerà il ben più nobile genere western, mi basta pensare a due flop enormi delle decadi successive come Pirati che pur essendo firmato da Polanski è un film davvero inguardabile e Corsari che nonostante annoveri nel cast due attori al tempo lanciatissimi come Geena Davies e Mattew Modine colò a picco come una goletta colpita nella chiglia da una cannonata.

Il problema fondamentale che accomuna spesso questi film è di avere una trama molto esile che risulta essere il collante per una serie di sequenze d'azione e riempitivi che tengono alta l'attenzione dello spettatore e tutto ciò avviene anche nel film di Goldstone che però è a suo agio con il soggetto dato che il risultato è scorrevole e divertente soprattutto nelle scene d'azione che non sono poche tanto è vero che il protagonista Robert Shaw ebbe a dichiarare che l'impegno fisico a cui fu sottoposto per la sua performance di un anno prima nel famosissimo Lo Squalo era pari al fare una scampagnata in confronto a quello richiestogli in Swashbuckler in cui salta dai balconi, cammina sulle passerelle, si tuffa, nuota e soprattutto tira di spada per metà del film in maniera davvero credibile e ciò mi lascia pensare che lui e tutto il cast si sottoposero ad un allenamento estenuante visti i tantissimi scontri a fil di spada sparsi in tutta la pellicola.

Il compianto attore britannico di rosso vestito nel ruolo del corsaro Ned Lynch è circondato da un eccellente cast in cui spicca un gustoso James Earl Jones e una bellissima Geneviève Bujold perfettamente calata nel suo ruolo di damisel in distress: l'attrice canadese aveva 34 anni al tempo e dimostra tutta la sua classe, basta guardare l'espressione dei suoi occhi nel primissmo piano che segue il bacio a Ned Lynch ma non fatevi ingannare dalla scena del bagno nuda fra le calette della baia perchè è una controfigura a muoversi fra i flutti.

L'anello debole della catena è per me Peter Boyle che fa un cattivo corpulento e di dubbie tendenze, sarà che questo attore non mi ha mai fatto impazzire a parte in Frankenstein jr ma non ce lo vedo proprio in questa parte di cattivone anche se nello scotro finale con Shaw non sfigura con il fioretto e la sciabola in mano; nel cast di contorno invece fanno la loro bella figura Beau Bridges nel ruolo di un ufficiale graduato pasticcione come il sergente Garcia di Zorro e Geoffrey Holder con il suo campionario di coltelli: è bello vederlo in un ruolo in cui pronuncia diverse battute e non si limita ad impaurire lo spettatore con la sua risata a 42 denti sfoggiata in Live and let die dove interpretava uno degli henchman più inquietanti della serie di 007.

Il film è ambientato in Jamaica ma fu girato in Messico e queste locations sono un valore aggiunto alla pellicola: il prodotto è splendidamente fotografato e giustamente griffato da toni goliardici e ben poco drammatici tanto che nonostante scontri fisici, cannonate e duelli di scherma a profusione alla fine si contano a malapena un paio di corpi freddi.

Non ha rilanciato il genere ma lo trovo più gradevole degli ambiziosi suoi successori citati in apertura.

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