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Nevada Smith

Regia di Henry Hathaway vedi scheda film

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La recensione su Nevada Smith

di Baliverna
8 stelle

Mi è piaciuto, come praticamente tutti i film di Hathaway che ho visto. Il film infatti non annoia nonostante la sua lunga durata (2 ore e 4, nella versione che ho visto io), dal momento che il regista sa come portare avanti la vicenda, con un felice equilibrio di azione e lentezza. Ad essere più precisi l'azione in senso proprio è poca (l'omicidio all'inizio e l'inseguimento degli ultimi minuti), mentre comunque molti sono gli avvenimenti della trama, che però vengono narrati in modo tranquillo e senza nervosismo o fretta. Il risultato però è una vicenda che tiene sempre desta l'attenzione e che non ha un momento di stanca. Va anche segnalata una rispettosa e non ideologica visione degli indiani e della loro cultura.
Steve McQueen (già pratico di prigioni e campi di lavoro nella palude...) dà una buona interpretazione di questo personaggio, che vede un suo progressivo degrado e abbruttimento a causa dell'odio e del desiderio di vendetta che covano dentro di lui. Benché il crimine subito sia efferato e ingiustificabile, ciò non toglie che la sete di vendetta che lo divora lo deturpi a poco a poco, e lo trasformi da tranquillo ragazzo di campagna, ad assassino, rapinatore, impostore, simulatore con chi lo ama. Molto ben interpretata da McQueen è secondo me la scena dove uccide a sangue freddo l'uomo nella palude, mentre il suo volto è deformato da una smorfia di odio, e subito dopo da un'altra smorfia come di schifo di se stesso.
Il suo cammino umano di presa di coscienza è ben scandito da Hathaway, che gli fa incontrare nelle sue peregrinazioni un uomo che diventa quasi un padre per lui, e un altro che è un padre nel senso che è un religioso francescano. Entrambi cercano di farlo riflettere sul suo proposito di vendetta, e riescono infatti a pungolargli la coscienza.
Un po' deludente ho trovato in questo senso il finale, dove secondo me la sceneggiatura non chiarisce bene le motivazioni della sua scelta ultima. Dopo un cammino di maturazione così ben scandito, dopo aver ben sviscerato il concetto di vendetta e di giustizia, e dopo aver accennato ad un senso di colpa nel protagonista, non si capisce bene in base a che cosa faccia la scelta che fa. Non era certo nelle intenzioni di sceneggiatore e regista, ma l'impressione che se ne ha è di una scelta un po' buttata lì. A Hathaway è insomma scivolato un tantino il volante nell'ultima delicata manovra.
Comunque, a parte questo neo, è un bel film che certo non si merita la stelletta e mezza del Mereghetti.
La fotografia in Panavision è eccellente, con colori nitidi e splendide vedute di incontaminata natura americana. Da confrontare con "Bravados".

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