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Delitto per delitto - L'altro uomo

Regia di Alfred Hitchcock vedi scheda film

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La recensione su Delitto per delitto - L'altro uomo

di bradipo68
10 stelle

Nel libro intervista di Francois Truffaut Il cinema secondo Hitchcock,il regista inglese afferma che fu lui a scegliere il romanzo della Highsmith come spunto per il suo nuovo film(importantissimo per la sua carriera dopo due insuccessi commerciali consecutivi ,si sa che a Hollywood se non incassi non sei nessuno e se sei diventato qualcuno che poi ha smesso di incassare ci vuole pochissimo tempo per ridiventare nessuno)perchè lo intrigava parecchio anche se lo riteneva complesso da trasporre in forma cinematografica.Era però scontento del lavoro di Chandler in fase di sceneggiatura ma questo probabilmente era dovuto al fatto che le loro personalità erano troppo forti e autonome per lavorare assieme.Strangers on a train(decisamente meglio il titolo originale dell'inconsulto,doppio titolo italiano) è un film giocato sull'attesa nella prima parte,si occupa dello studio dettagliato dei vari personaggi,poi quando il meccanismo diabolico è innescato tutto precipita come in una reazione a catena.Dal punto di vista tecnico colpiscono le soggettive di piedi e di rotaie soprattutto nella prima parte e due sequenze realmente straordinarie nella parte finale.La prima è quella della partita di tennis:mentre Guy gioca la partita e il pubblico segue interessato lo svolgersi dell'incontro,Bruno è l'unico a disinteressarsi della partita.L'effetto scenico è travolgente:tutte le teste nel pubblico seguono il percorso della palla,una sola rimane sempre fissa dalla parte di Guy.La seconda sequenza è quella della giostra che ancora a distanza di tanti anni stupisce e fa salire letteralmente il cuore in gola.Detto della regia che qui sale a livelli di qualità vertiginosi,andando ad analizzare il film possiamo affermare che è basato su un tema ricorrente in molti suoi film:l'innocente accusato di una colpa non sua che deve correre contro il tempo per riuscire a discolparsi.Qui però si arriva alla maniacalità patologica:la storia si rivela presto un reiterato gioco di specchi(deformanti).Bruno non è altro che il Doppelganger di Guy,quello che lui avrebbe potuto essere entrando nel salotto buono della società o semplicemente il suo lato maligno che prima o poi sarebbe venuto fuori.La faccia nascosta del bravo ragazzo affascinante e gentile con tutti che soffre di un mix di attrazione/repulsione verso Bruno.Il quale dal canto suo all'inizio è come se fosse la colonna sonora delle sue segrete aspirazioni.E'la voce della sua coscienza.E'ben visibile che Hitchcock tra i due personaggi preferisce di gran lunga l'inquietante Bruno al più banale Guy che si comporta in maniera talmente lineare e prevedibile da sfiorare l'ingenuità.Guy viene trattato quasi male dal regista(va detto anche che sir Alfred per la parte di Guy avrebbe preferito William Holden al posto di Fairley Granger e questo forse ha influito incosciamente sullo sviluppo del personaggio molto meno attraente di quello del suo antagonista) mentre il suo lato diabolico Bruno è un personaggio di nero fascino a cui il bravo Walker dona la giusta ambiguità.Ha un pregresso di problemi familiari e il suo avvicinarsi a Guy ha qualcosa di morboso,probabilmente cerca più di un do ut des,cerca anche qualcosa più di un amicizia.La matrice dell'amicizia che cerca è velatamente omosessuale:in fondo pur se di bell'aspetto,di carattere apparentemente simpatico è una persona che è sola.Come detto dal punto di vista visivo è un film raffinatissimo,la fotografia in bianco e nero molto contrastata è di grande pregio.In Strangers on a train è praticamente impossibile scindere l'aspetto formale da quello sostanziale:Hitchcock usa l'arma della suspense con la consueta sapienza ma in realtà sembra che si adoperi solamente per portare allo scoperto il lato maligno che può albergare in ciascuno di noi.Ed è per questo che il film a distanza di quasi sessanta anni fa ancora paura.....

Su Alfred Hitchcock

dal punto di vista formale è una delle sue regie migliori

Su Farley Granger

discreto ma la preferenza di Hitch va all'altro

Su Robert Walker

di grande impatto

Su Ruth Roman

non imprescindibile

Su Leo G. Carroll

non male

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