Espandi menu
cerca
Frenzy

Regia di Alfred Hitchcock vedi scheda film

Recensioni

L'autore

steno79

steno79

Iscritto dal 7 gennaio 2003 Vai al suo profilo
  • Seguaci 213
  • Post 21
  • Recensioni 1453
  • Playlist 106
Mandagli un messaggio
Messaggio inviato!
Messaggio inviato!
chiudi

La recensione su Frenzy

di steno79
8 stelle

Dopo aver lavorato per trent'anni sempre ad Hollywood, il Mago del Brivido torno' per il suo penultimo film in Inghilterra, girando questo "Frenzy" che è una produzione britannica a tutti gli effetti, con attori inglesi e girata a Londra. Il ritorno alle origini sembra propizio e il film, pur non essendo uno dei suoi capolavori, è una boccata d'aria fresca, girato con piena libertà creativa. Ancora una volta torna la storia di un uomo innocente ricercato per un delitto che non ha commesso, vero fil rouge della filmografia hitchcockiana, ma stavolta abbiamo una rappresentazione molto più esplicita della violenza, con il primo omicidio compiuto dallo psicopatico Rusk che scende in dettagli sgradevoli compreso il nudo femminile, ma in maniera tutt'altro che sensazionalista. Il film ha un ritmo molto spedito pur non essendoci la suspense della scoperta del colpevole, vero "topos" del genere giallo/poliziesco, a tratti contiene alcune parentesi un po' superflue come i discorsi di cucina dell'ispettore Oxford con la moglie, ma nell'insieme è una pregevole "new entry" nell'opera omnia del grande regista. Straordinario il carrello all'indietro nella scena dell'omicidio di Barbara, che richiama analoghi movimenti di macchina in "Notorious" e "Giovane e innocente", segno di una costante ricerca visiva anche nelle opere della maturità. Nel cast il più bravo è Barry Foster nel ruolo dello psicopatico assassino, mentre Jon Finch è un protagonista comunque carismatico e ben calato nel ruolo e, fra i caratteristi, si rivede Anna Massey che ebbe un ruolo importante ne "L'occhio che uccide" di Michael Powell. Mereghetti sostiene che il film "esagera con le dosi di violenza e di erotismo, capaci di rendere inutilmente espliciti quei fantasmi e quelle ossessioni che nei film precedenti aveva sempre raccontato facendo ricorso alla metafora, alla litote o all'ironia". Francamente non capisco perché registi come Dario Argento o Mario Bava o John Carpenter negli stessi anni potevano ricorrere a questo uso della violenza un po' crudo e la cosa doveva essere negata ad Hitchcock, che per tutta la sua carriera vi aveva sempre fatto a meno.

 

Voto 8/10

 

 

Ti è stata utile questa recensione? Utile per Per te?

Commenta

Avatar utente

Per poter commentare occorre aver fatto login.
Se non sei ancora iscritto Registrati