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Frankenstein

Regia di James Whale vedi scheda film

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La recensione su Frankenstein

di Baliverna
8 stelle

Uno scienziato divorato dall'ambizione crede di esser riuscito a creare un essere umano ad infondergli la vita.

Finalmente ho potuto conoscere questo storico horror, che non avevo mai avuto l'occasione di vedere. Tra l'altro, adesso è in circolazione una versione restaurata con risultati sorprendenti.

Ebbene, sebbene non mi sia sembrato un capolavoro, mi è sicuramente piaciuto. L'orrore è generato più che altro da quello che succede e da quello che sappiamo – cioè l'idea di un essere “umano” ottenuto assemblando parti di corpi di persone diverse e già morte, compreso il cervello di un terribile criminale – che da quello che si vede. Comunque, anche l'aspetto fisico del mostro fa la sua parte, soprattutto l'angolo tra la fronte e la calotta cranica, e le guance incavate. Ad aumentare l'orrore collaborano anche certi personaggi collaterali e inquietanti, come il servo gobbo dello scienziato, a metà tra il gonzo e il sadico, che sguazza nell'orrore di quell'ambiente come una scrofa nel brago.

A margine, ma non troppo, possiamo trovare un discorso sui limiti della scienza – che ci devono essere – e sul delirio di onnipotenza di certi scienziati, che dichiaratamente vogliono porsi sullo stesso piano di Dio. Il risultato di questa pretesa, però, è un mostro che mette i brividi a tutti. Altro che immortalità.

È anche interessante osservare il personaggio del mostro in sé, che presenta caratteristiche tra l'ingenuo, il sadico, e l'animalesco. Ciò viene sintetizzato in quello che secondo me è l'episodio migliore, cioè l'incontro con la bambina. Per un attimo l'energumeno sembra quasi buono, o comunque ebete e bambinesco, ma poi dà prova di non avere nessun senso del bene e del male, e anzi di compiere efferatezze senza alcuna coscienza dei suoi atti. In generale, è un essere che incarna il male e l'orrore, anche se stupido e istintivo.

Oggi la scienza non sembra aver affatto abbandonato l'idea di produrre esseri umani artificiali, cioè in laboratorio con l'ingegneria genetica, e persino ibridi uomo-animale. Quindi, come molti altri film che hanno anticipato e ammonito l'umanità su degenerazioni future, ritengo che anche questa pellicola faccia la sua parte in questo senso.

 

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