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Il pianeta del tesoro

Regia di Ron Clements, John Musker vedi scheda film

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La recensione su Il pianeta del tesoro

di GIANNISV66
8 stelle

C'è un'immagine che ha sempre acceso la mia fantasia, un'immagine che mi è capitato di incrociare in più di una occasione, poteva essere un fumetto (Robin delle Stelle) o la copertina di un disco (Hour of Restoration dei Magellan) non importava, ogni volta quell'immagine riusciva a colpirmi.
Era quella di un veliero antico che navigava non tra le acque dell'oceano ma tra le stelle, sospeso nello spazio.
Un'immagine molto romantica, forse dovuta a una voglia di fondo di fuggire che talvolta emerge dagli angoli del mio subconscio.
Forse è proprio per quell'immagine che mi sono innamorato di questa pellicola, che pure non ebbe la fortuna che, a mio parere avrebbe meritato.
Perché al di là di suggestioni personali, Il Pianeta del Tesoro è uno dei migliori prodotti di Casa Disney, nobilitato da splendidi disegni che ne fanno un vero gioiellino e lo rendono una gioia per gli occhi dello spettatore.
Il soggetto deriva, come è facilmente intuibile, dal romanzo di Robert Luis Stevenson L'Isola del Tesoro, ma la vicenda viene collocata in una ambientazione fantascientifica, ridisegnando come è naturale la storia originale per larghi tratti eppure mantenendo una certa fedeltà verso lo spirito del libro di Stevenson.
Jim Hawkins è un giovane scavezzacollo che vive con la madre sul pianeta Montressor. Con il suo skate spaziale combina guai in continuazione sfidando l'autorità e facendo disperare sua madre. Ma le sue spavalde smargiassate nascondono l'animo ferito di un bambino abbandonato dal padre.
Venuto casualmente in possesso di un misterioso globo di metallo (cosa che metterà a repentaglio la sua vita e quella della mamma) scoprirà che si tratta della mappa di un pianeta, il luogo dove il pirata Flint ha nascosto un immenso tesoro.
Aiutato dal Dottor Doppler, amico di famiglia, Jim parte alla ricerca del tesoro su una nave in grado di solcare le acque dello spazio profondo e attraversare la galassia.
Sul suo cammino incontrerà John Silver, che dietro l'aspetto di un pirata senza scrupoli nasconde un cuore d'oro e finirà per compiere una scelta che dimostrerà quanto è profondo l'affetto paterno che nutre verso il ragazzo.
Oltre alla eccezionale qualità dei disegni veramente molto suggestivi, la pellicola colpisce per la capacità di delineare le psicologie dei due personaggi principali, mentre denota qualche inceppamento nella costruzione delle figure secondarie, cosa che ne rappresenta forse l'unico limite evidente.
Molto bella infine la canzone che fa da colonna sonora , I'm still here di John Rzeznik, leader della band Go Go Dolls, nella versione italiana adattata e cantata da Max Pezzali con il titolo Ci sono anch'io. Al nostro Max va dato merito di aver elaborato un testo ben coordinato con la storia del film.
E adesso saliamo sul nostro veliero, molliamo gli ormeggi e prendiamo il largo verso le stelle......ogni tanto bisogna farlo (navigare necesse est, vivere non necesse....Plutarco)

Sulla trama

John Silver a Jim: “Stammi un po' a sentire, James Hawkins. Tu hai la stoffa per compiere grandi imprese, ma devi prendere in mano il timone, tracciare la tua rotta! E devi seguirla, anche in caso di burrasca! E quando verrà il momento in cui potrai mettere alla prova la qualità delle tue vele e mostrare di che pasta sei fatto... beh, spero di essere lì, a godermi lo splendore della luce che emanerai quel giorno.

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