Espandi menu
cerca
La captive

Regia di Chantal Akerman vedi scheda film

Recensioni

L'autore

zombi

zombi

Iscritto dal 21 luglio 2002 Vai al suo profilo
  • Seguaci 98
  • Post 13
  • Recensioni 1638
  • Playlist 277
Mandagli un messaggio
Messaggio inviato!
Messaggio inviato!
chiudi

La recensione su La captive

di zombi
8 stelle

figli di una sinfonia in grigio tra voodoo zombie

ariane è prigioniera di simon come dice il titolo o piuttosto è simon prigioniero della propria ossessione di controllare la vita e di sapere ogni minimo dettaglio della vita di quella che socialmente può essere chiamata una fidanzata.

lento e meditativo, misterico ed estenuante il film non spiega nulla e mostra ciò che può essere visto, ma non riesce a mostrare e spiegare ciò che simon e forse il pubblico vorrebbe con tutto se stesso sapere.

ariane abita nella grande casa di simon e dorme in una stanza tutta sua, fino a quando lui non la chiama con un citofono.

lei lo raggiunge e alla maniera di simon fanno l'amore; un atto molto distante e refrigerato che coinvolge ariane solo in modo molto approssimativo.

da quando l'ha conosciuto in vacanza al mare(dai filmini di inizio film) felice in mezzo alle sue amiche, ariane però non è più quella di quei traballanti super 8.

ariane vaga come una zombie haitiana obbedendo agli ordini di un simon sempre più recluso dalle allergie fisiche e dalle ossessioni che lo imprigionano in un modo distorto di guardare ariane e di vedere al suo amore per lei.

con tutti i "al contrario", "come vuoi tu" e "se vuoi", ariane si assoggetta ai desideri di simon, ma simon che all'inizio la fa uscire accompagnata da una sua amica da cui poi si fa dire tutto quello che hanno fatto in giornata, poi inizia a seguirla per cercare di capire cosa fa, se lo fa e come.

ariane ha una vita al di fuori di quella gabbia dorata nella quale simon la tiene e che le ha offerto , ma non si ribella minimamente quando la rapisce gentilmente ad una riunione con le sue amiche, geloso di tutto ciò che potrebbe fare, ma ancor più di ciò che potrebbe pensare.

l'ossessione di simon è sapere cosa ariane pensa, e ariane semplicemente gli risponde che non pensa nulla.

ariane è lì per simon, come lei pensa che lui voglia, ma simon non riesce a comunicarle come lui vorebbe che lei fosse, se non chiedendole in maniera del tutto persecutoria, cosa stia pensando.

e quindi noi, insieme a simon, immaginiamo che ariane riveda le sue amiche, che si diverta con loro e che ci faccia l'amore, ma tutto questo lo sappiamo o ci viene riportato attraverso minimi stralci di immagini e peggio attraverso il pensiero malato di simon.

e così in quel mausoleo in perenne restauro che è la casa signorile dove simon abita con l'anziana nonna, con gli scricchiolii sinistri del legno su cui i personaggi camminano in atto di spiare o di ritrarsi allo sguardo altrui, i due personaggi principali deambulano come due non morti, gli uni assoggettati agli altri, mentre i comprimari sono esserini alla stregua di ombre cinesi.

è vero che il film di akerman è estenuante, ma perche lo è questa storia di figure svuotate da ogni senso vitale, che come morti viventi obbediscono a ricordi atavici vissuti un tempo, o come vampiri patiscono un amore di cui hanno smarrito del tutto il vero significato.

Ti è stata utile questa recensione? Utile per Per te?

Commenta

Avatar utente

Per poter commentare occorre aver fatto login.
Se non sei ancora iscritto Registrati