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L'albero dei desideri

Regia di Tenghiz Abuladze vedi scheda film

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La recensione su L'albero dei desideri

di steno79
9 stelle

L'azione si svolge in un piccolo villaggio della Georgia negli anni precedenti alla Rivoluzione d'Ottobre. Il film ha un impianto corale in cui si seguono le vicende di vari personaggi, anche se la storia principale resta quella della bellissima Marita, una giovane arrivata da poco nel villaggio di cui si innamora Gedja, un contadino povero. Per un pò di tempo i due giovani vivono felici e innamorati, ma gli anziani del villaggio decidono che Marita deve sposare Shete, un uomo ricco, senza tenere conto dei suoi sentimenti. Dopo che il matrimonio ha luogo, Marita continua a pensare a Gedja, sperando di potersi ricongiungere con lui, e quando il ragazzo verrà a prenderla, la punizione per i due giovani sarà esemplare.
E' l'unico film che sono riuscito a vedere di Tenghiz Abuladze, regista georgiano pochissimo noto in Occidente, di cui l'altro film più famoso è "Pentimento", che vinse un premio speciale a Cannes. E' un bellissimo film di grandi qualità cinematografiche, che meriterebbe di essere distribuito in DVD ed essere scoperto anche dal pubblico italiano (per ora, l'unico modo di vederlo è scaricarlo da e-mule, col titolo inglese "The wishing tree"). Straordinaria la capacità del regista di creare tutto un universo di personaggi, spesso coloriti, che assumono un notevole rilievo: oltre ai protagonisti menzionati in precedenza, sono da ricordare almeno il vecchio Zizhikore, rappresentante della tradizione patriarcale a cui si oppone Ioram, un personaggio di matrice anarchica che invoca l'arrivo di una Rivoluzione che possa spazzare i retaggi del passato. Fra i personaggi minori, memorabile Pupala, interpretata da Sofiko Chiaureli che fu una delle muse del grande regista Serghej Paradjanov: Pupala è un'eccentrica donna di mezza età, ormai sfiorita, che vaneggia di favolose storie d'amore passate e diviene lo zimbello delle altre donne del paese. La sceneggiatura, tratta da racconti dello scrittore Gheorghj Leonidze, risulta piuttosto ricca e articolata nel passare dai toni lirici e tragici della vicenda principale, ad altri più grotteschi e satirici, sempre nell'ambito di un cinema fortemente radicato nella tradizione popolare georgiana. E il film offre piacevoli sorprese anche a livello visivo: Morandini parla di una "stupefacente bellezza figurativa ispirata ai quadri di Brueghel il vecchio", e anche se non sono in grado di confermare il riferimento pittorico, posso confermare che ci sono immagini bellissime, come i bambini nel campo di papaveri, le donne del paese intente a cucire sedute sulle radici dell'albero che dà il nome al film, gli incantevoli paesaggi che fanno da sfondo all'idillio fra Marita e Gedia. Un film poetico, doloroso, purtroppo ignoto dalle nostre parti (anche se il Morandini lo recensisce, non credo che sia mai stato distribuito in Italia), che mi auguro possa essere scoperto da altri spettatori.
voto 9/10 

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