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Drive-Away Dolls

Regia di Ethan Coen vedi scheda film

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La recensione su Drive-Away Dolls

di alan smithee
7 stelle

locandina

Drive-Away Dolls (2023): locandina

AL CINEMA

"L'amore è un giro in slitta per l'inferno ". Jamie e Mariam sono due amiche che si piacciono anche fisicamente.

Ma se la prima (Margaret Qualley) è affamata bulimicamente di sesso, nonché abituale frequentatrice di lesbo-bar ove non passa mai inosservata, l'altra (Geraldine Viswanathan) è dolce e riflessiva, segretamente attratta dall'amica ma anche bloccata da quesiti morali che non sfiorano nemmeno la mente dell'amica libertina.

Decise a sfuggire al caos sentimentale che Jamie si è lasciata dietro tradendo la opulenta compagna poliziotta, le due decidono di affittare una macchina da portare al nuovo proprietario, per recarsi a fare birdwatching in una amena località di montagna chiamata Tallahassee.

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Drive-Away Dolls (2023): locandina

Proprio il luogo ove deve avvenire uno sporco scambio di oggetti proibiti, e parti smembrate di corpi che il delirante incipit della vicenda chiarisce almeno in parte. L'esordio in regia senza il fratello Joel in un film narrativo da parte di Ethan Coen avviene attraverso una sporca ed esilarante storia di donne che si desiderano ardentemente e fisicamente senza necessariamente amarsi.

Ma Drive-Away Dolls è pure la storia noir sballata e gasata di un ricatto che prende forma quando le due fuggiasche si ritrovano nel posto sbagliato, al momento giusto.

 

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Drive-Away Dolls (2023): locandina

Margaret Qualley ci mette un ardore incontenibile, Geraldine Viswanathan la sua dolcezza disarmante simile ad una nuova Alice in un paese con poche meraviglie.

Pedro Pascal ci (ri)mette la testa, Matt Damon più di un attributo.

L'esordio in regia di Ethan Coen da' vita ad uno spudorato, scatenato e divertente road movie pulp che cita il Rodriguez e il Tarantino nell'omaggio al cinema di serie B tipico delle proiezioni da sala grindhouse.

Un divertissement scatenato che si aggrappa alla serie B e che finisce per ufficializzare e definire una volta per tutte lo spartiacque stilistico che separa la vena più autoriale e seriosa dell'ottimo Joel, con quella più scanzonata, citazionista e Pulp di Ethan.

Qualità disparate ma non particolarmente antitetiche, che hanno quasi sempre caratterizzato in maniera evidente le grandi opere dirette in simbiosi nel precedente quarantennio dai due talentuosi fratelli cineasti.

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