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Civil War

Regia di Alex Garland vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Civil War

di obyone
7 stelle

 

Cailee Spaeny

Civil War (2024): Cailee Spaeny

 

Nel 2021 l'assalto al Campidoglio, a seguito della mancata elezione di Trump, fece tremare le istituzioni federali lasciando il popolo americano sgomento. È lecito aspettarsi, dopo quell'episodio tanto sorprendente, un evento simile, se non più grave, a seguito delle elezioni presidenziali del prossimo novembre? Qualora, cioè, Donald Trump non fosse eletto, o peggio, Biden vincesse per una manciata di voti?

Il quesito non è di facile soluzione tuttavia la risposta può essere influenzata da segnali ben precisi. Nelle scorse ore, infatti, è stata divulgata la notizia di un uomo che si è dato fuoco davanti al tribunale di Manhattan dove l'ex presidente è protagonista di un processo che lo vede indagato per aver comprato il silenzio di una pornostar durante la campagna elettorale del 2016. L'uomo, che protestava contro il procedimento, da egli ritenuto iniquo e di chiaro movente politico, è deceduto, e non credo proprio riceverà, per questo suo gesto, pubblici ringraziamenti ed il solenne attestato di stima del tycoon. La notizia, che rimbalza dagli Usa, è sicuramente interessante poiché va oltre l'orrendo fatto di cronaca. Quanti seguaci di Sleepy Don saranno disposti a dare battaglia, fino alle estreme conseguenze, in caso di sconfitta alle presidenziali? 

Questi e altri simili quesiti hanno sicuramente animato i talk show americani e le conversazioni degli esperti in politica negli ultimi tre anni. 

È plausibile che la sceneggiatura scritta da Alex Garland per il suo nuovo film sia, essa stessa, frutto di queste riflessioni nonché la rappresentazione, certamente estrema, della polarizzazione del pensiero politico che l'assedio a Capitol Hill ha messo nero su bianco il giorno dell'Epifania del 2021.

 

Cailee Spaeny

Civil War (2024): Cailee Spaeny

 

Garland, dunque, ha preso spunto dalla cronaca e dalle divisioni politiche che negli Stati Uniti, appaiono sempre più radicate. Il regista, tuttavia, nel ricreare un distopico e futuribile scenario di guerra civile negli Usa non prende posizioni precise lasciando da parte la classica suddivisione tra stati del Sud (repubblicani) e stati nord orientali (democratici). Non cita la precedente Guerra di Secessione e mette in carica, a Washington, un presidente inviso alla popolazione a causa delle decisioni politiche discutibili prese durante il conflitto. (Una frecciatina verso Biden?) I due stati secessionisti d’altro canto sono lontani l’uno dall’altro e con una storia politica piuttosto diversa. Mentre la California ha alternato nel corso della sua storia la governance democratica a quella repubblicana in Texas le cose sono andate in ben altro modo con un lunghissimo periodo di leadership democratica conclusasi circa quarant’anni fa. Insomma siamo in presenza di uno stato ribelle di colore blu ed uno stato decisamente rosso. La par condicio è servita. Inoltre non ci sono questioni razziali alla base delle decisioni dei singoli stati, una scelta che mira ad evitare ogni possibile illazione sul livello di democrazia di ciascuno stato. I motivi della scissione non vengono, perciò, identificati. Solo la gestione del potere centrale viene criticata attraverso le rimostranze e le perplessità dei protagonisti della vicenda ovvero le due fotoreporter e i due giornalisti che da New York scendono a Washington per raccontare l’offensiva finale dell’esercito separatista (WF).

Garland non è interessato alle motivazioni ma agli effetti del conflitto e per quelli gli sono più che sufficienti le immagini potenti catturare dalle telecamera. Fosse comuni, esplosioni, cieli illuminati da “fuochi d’artificio”, corpi penzolanti da una forca, uomini armati, assedi e cecchini. Garland filma il ritorno alle origini degli Stati Uniti, al Far West dei pistoleri e della legge tribale del più forte.

 

Kirsten Dunst, Wagner Moura

Civil War (2024): Kirsten Dunst, Wagner Moura

 

Senza unità nel paese, che si manifesta anche nell’accettare il risultato di una consultazione elettorale, difficilmente le istituzioni democratiche possono resistere all’anarchia che porta le persone a commettere atrocità di vario genere atte a favorire un ideale piuttosto che un altro.

“Civil War” è, dunque, un monito feroce, una ricostruzione terrificante di un futuro possibile. Mostra l’assurdità del conflitto nella roulette russa giocata dal "cacciatore" aguzzino Jesse Plemmons, un soldato, apparentemente, non riconducibile ad alcuno schieramento ma certamente giudicabile per il proprio evidente razzismo e la propria iniquità. 

"Civil War" è ambizioso, ben girato e ricco di adrenalina. Non mancano nel film di Garland momenti di introspezione e di critica verso il giornalismo rampante che segue come un’ombra la notizia e la gloria che ne deriva. Tuttavia la Mdp sembra svolgere, per lo più, lo stesso compito delle fotocamere di Lee Smith e della sua giovane apprendista che, rimanendo sostanzialmente ai margini dell'azione, documentano il conflitto senza interferenze. Un punto piuttosto criticato in patria ma che ho apprezzato considerevolmente perché permette al regista di descrivere le atrocità prodotte da qualsiasi scontro ideologico. 

“Civil War” racconta la divisione politica americana odierna accentuandone gli effetti e segue la deriva morale di uomini e donne che uccidono per obbedire ai propri ideali (razziali, economici, professionali). 

"Civil War" riuscirà ad unire intorno a se le varie fazioni del paese o sarà, esso stesso, fattore di ulteriore divisione? Altro quesito su cui i politologi potranno alimentare ulteriori infiniti dibattiti fino al prossimo novembre.

 

Charlie Chaplin Cinemas - Arzignano (VI) 

 

Cailee Spaeny

Civil War (2024): Cailee Spaeny

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