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Napoleon

Regia di Ridley Scott vedi scheda film

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La recensione su Napoleon

di maghella
6 stelle

Premessa: non sarei mai andata a vedere questo film al cinema se non me l'avesse chiesto mio padre.

E’ una premessa doverosa perché io non amo molto questo genere di film americani. Gli americani hanno una visione della storia antica e recente (soprattutto di quella europea) abbastanza stereotipata, e sapevo già che “Napoleon” si sarebbe dimostrato un prodotto molto commerciale e di grande effetto.

Joaquin Phoenix

Napoleon (2023): Joaquin Phoenix

Ma non ho saputo dire di no al mio babbo, e nelle note finali spiegherò il motivo, per chi ha voglia di conoscerlo naturalmente.

Il film narra le vicende del giovane Napoleone Bonaparte (Joaquin Phoenix) dall’ascesa al potere alla fine della rivoluzione francese, fino alla sua morte avvenuta in esilio nell’isola di S. Elena nel 1821.

Nel mezzo c’è di tutto un po’: le battaglie vinte (naturalmente), le vicende politiche (accennate per lo più), e soprattutto la storia d’amore con Giuseppina Beauharnais (Vanessa Kirby). 

Il film utilizza proprio la storia d’amore tra Napoleone e Giuseppina, come filo conduttore per unire le vicende storiche e umane del protagonista. Purtroppo questa scelta narrativa, a mio parere, crea una sorta di “polpettone” moderno, degno del più celebre “Cleopatra”-1963 di Joseph L. Mankiewicz (quello con Liz Taylor e Richard Burton, per intendersi). 

Il Napoleone di Ridley Scott, appare come un uomo ambizioso, sì; patriota, certamente; ma anche un mammone in cerca di conferme dalla donna che ama. Napoleone, nonostante sia il generale più acclamato della Francia, il primo console, o addirittura l’imperatore, non riesce a sentirsi veramente qualcuno senza l’appoggio e la totale devozione di Giuseppina.

L’amore tra i 2 è sincero e totale - nonostante qualche tradimento dovuto alle lontananze - che entra in crisi per la mancanza di un figlio, l’erede naturale che tutta la Francia aspetta e pretende dal suo imperatore.

Il divorzio è obbligatorio per i 2 sposi, che rimarranno comunque in contatto epistolare fino alla morte di Giuseppina avvenuta nel 1815.

Nel mezzo al travaglio amoroso ci sono le gloriose battaglie che portano Napoleone a diventare prima un grande generale e poi l’imperatore della Francia, infine l’esilio nell’isola d’Elba e poi quello a S.Elena dopo la disfatta della famosissima battaglia di Waterloo, dove viene battuto dagli eterni nemici inglesi, comandati dal duca di Wellington (un bravissimo Rupert Everett).

Se fosse stato per me avrei fatto durare il film un’ora in meno, concentrandomi esclusivamente sulle scene delle battaglie, che sono veramente uno spettacolo di grande effetto.  Ridley Scott su certe sequenze ormai non deve dimostrare più niente, anzi ha sempre qualche asso nella manica per quanto riguarda l’organizzazione e la preparazione delle scene. Mentre tutta la parte amorosa lascia veramente il tempo che trova, poco coinvolgente, poco credibile nei dialoghi, affascinante solo per quanto riguarda trucco e parrucco. La noia, in alcuni momenti, aleggia pesantemente facendo perdere un po’ il filo storico narrativo. Molte sono le lacune a riguardo infatti. Alcuni passaggi storici sono appena accennati, personaggi fondamentali appaiono a mo’ di cameo, per poi sparire nell’oblio. Le vicende sono scandite dalle date nelle didascalie, utilizzando un linguaggio più adeguato ai libricini della Bignami piuttosto che ad un film storico di un certo livello. 

Joaquin Phoenix regge sulle sue spalle tutto il film, ma non si può pretendere l’impossibile anche dal più bravo di tutti. In più punti appare fuori luogo, sconcertato da una sceneggiatura troppo lacunosa, che lo vede quando un amante timido e insicuro, quando un generale freddo e spietato, senza che ci venga chiarita una personalità definita, una psicologia effettivamente approfondita.

Il personaggio di Giuseppina rimane quello meno riuscito: prima descritta come amante libertina, poi come consigliera e amica fidata, infine come voce narrante che diventa quasi uno spirito guida per un vecchio Napoleone in esilio, è relegata ad una figura di appendice, tipica dei romanzetti rosa, o delle fiction o serie in costume. 

Il duca di Wellington interpretato da Rupert Everett rimane il personaggio più interessante e psicologicamente più inquadrato, forse perché è quello che pone fine alle vicende di Napoleone e soprattutto al film.

Ottima la colonna sonora di Martin Phipps, che incide non poco sul risultato complessivamente positivo del film.

Rupert Everett

Napoleon (2023): Rupert Everett

 

Note Personali.

Mio padre ha 81 anni, e da qualche anno non sta bene. Quando mi ha chiesto di andare al cinema è stato per me come un deja vu. E’ lui che mi portava al cinema quando ero piccola, a vedere i film western o di Godzilla, che mi ha trasmesso l’amore e la passione per il cinema. Perciò ringrazio questo polpettone di Napoleon, che mi ha permesso di tornare al cinema con il mio babbo, spero di riuscire a vedere con lui altri film, che siano belli o brutti non importa, la cosa principale è avere il tempo da passare insieme a fare le cose che ci sono sempre piaciute fare.

 

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