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Napoleon

Regia di Ridley Scott vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Napoleon

di obyone
7 stelle

 

Joaquin Phoenix

Napoleon (2023): Joaquin Phoenix

 

I francesi l’hanno definito “troppo inglese”. Probabilmente non a torto poiché Ridley Scott, nonostante molteplici impegni di lavoro lo costringano a Los Angeles, è ancora suddito di sua Maestà il Re e, da buon britannico, risiede, prevalentemente, a Londra. E da buon londinese immagino che Scott, negli anni, abbia continuato a respirare l’orgoglio patrio tramandato dai libri di storia che, da oltre duecento anni, inneggiano alla Battaglia di Waterloo come il momento di maggior gloria della tradizione bellica antifrancese, una tradizione iniziata nel Medio Evo quando i Plantageneti si imposero sui Capetingi nella Battaglia di Gisors. Da quella battaglia conclusasi nel 1198 e sugellata dalla tregua siglata a Vernon, l’anno successivo, da Riccardo Cuor di Leone e Filippo II, i conflitti anglo-francesi si susseguirono a ritmo incessante nel corso dei secoli. Celeberrima fu la “Guerra dei Cent’anni”, che mise fine all’età medioevale. All’interno di essa lo stesso Scott ambientò qualche anno fa “The Last Duel”, storia di tradimenti e duelli d’onore nella corte francese.

 

scena

Napoleon (2023): scena

 

È più che normale, perciò, che il regista di South Shields abbia dato risalto alla battaglia che di fatto sancì nel 1815 la fine delle ostilità tra inglesi e francesi. Napoleone III qualche decennio più tardi si sarebbe messo a capo di un nuovo esercito impegnandolo in scontri con gli ex alleati russi e austriaci mentre le sconfitte subite dall’emergente potenza tedesca di Otto von Bismarck avrebbero messo fine al Secondo Impero. Nessun’altra schermaglia si consumò con il Regno Unito che, anzi, sarebbe stato alleato prezioso durante le guerre del Novecento. Benché Scott non abbia dato troppo risalto alle grandi campagne napoleoniche i francesi non dovrebbero lamentarsi troppo. In fondo le parole pronunciate dal Duca di Wellington, durante lo scontro tra le forze inglesi e l’esercito francese nel villaggio di Mont Saint-Jean, danno l’idea di quello che sarebbe stata la campagna antinapoleonica della “Settima Coalizione” se le armate prussiane del feldmaresciallo von Blücher fossero state fermate dai francesi o fossero arrivate troppo tardi sul terreno di battaglia nei pressi di Waterloo. Tutto sommato Scott è stato onesto nell’omaggiare il pensiero di Tolstoj che ebbe a scrivere, esaustivamente, del conflitto russo-napoleonico nel suo “Guerra e Pace” teorizzando, nella disfatta francese, la responsabilità di molteplici variabili estranee al valore dei singoli condottieri passati alla storia, il generale Kutuzov e Napoleone su tutti. Se dunque Wellington ammise che la vittoria inglese fu “frutto di una congiunzione astrale favorevole”, insomma frutto della fortuna, Ridley Scott fa suo tale pensiero riportando l’esclamazione di Arthur Wellesley durante la battaglia definitiva. Facendo ciò Il regista britannico declassa l’aspetto militare delle imprese napoleoniche negando la centralità delle battaglie e della guerra nell’economia del film il cui cuore pulsante è, palesemente, il sentimento travolgente, irrequieto e possessivo che legava Napoleone Bonaparte a Marie-Joséphe-Rose Tascher de La Pagerie, colei che divenne sua moglie e rimase scolpita nella memoria di Parigi come Giuseppina. Per questa centralità della consorte, nel tessuto narrativo dell’opera, i francesi, indispettiti, hanno tacciato “Napoleon” di contenere “troppa Giuseppina” e di essersi allontanato dalla storia ufficiale.

 

Vanessa Kirby

Napoleon (2023): Vanessa Kirby

 

Probabilmente i francesi hanno ragione anche stavolta soprattutto qualora ci si fermi a riflette sulla presunta fuga del generale dall’Egitto per questioni di lenzuola. Come se Napoleone fosse rientrato davvero a Parigi, alla chetichella, per sorprendere la moglie con il proprio giovane amante anziché per questioni politiche, ben più pressanti per un uomo di cotanta ambizione. Riletture della storia come questa hanno, probabilmente, indignato i francesi ma nel complesso le licenze storiche rendono assai interessante il punto di vista di Ridley Scott. Sono gli stessi annali a descrivere il grande amore tra Napoleone e Giuseppina e la corrispondenza personale ha dato ulteriore testimonianza degli aspetti più intimi del loro amore, un sentimento compulsivo, feroce e capriccioso per Bonaparte, decisamente più calcolato per Giuseppina che nutriva emozioni contrastanti, di repulsione e adorazione nei confronti dell’uomo e del condottiero, rispettivamente.

I sentimenti di Napoleone verso Giuseppina ne influenzarono le decisioni così come l’atteggiamento di lei diede adito ad un tumultuoso rapporto tra gli amanti che portarono Napoleone a tentennare di fronte al divorzio, per molti anni.Vero o meno Scott afferma questa sua tesi dipingendo un affresco in cui l’uomo si impone sull’imperatore mostrandone gli aspetti più meschini e caricaturali.

 

scena

Napoleon (2023): scena

 

Come nel precedente “The Last Duel” la rilettura del rapporto sentimentale è orientata a rivalutare il ruolo strategico che la donna ricopriva nell’ambiente familiare. Giuseppina è incerta ma anche furba e così accetta un matrimonio che probabilmente la penalizzerà dal punto di vista sessuale e sentimentale ma la renderà la donna più importante al mondo. Lo stesso Napoleone è percepito come un bamboccione tra le mani della madre che ne orchestra la carriera militare.

Al di là delle battaglie e dei fatti storici a colpire è, perciò, la complessità del rapporto tra Napoleone e Giuseppina che viene sintetizzata con grande forza espressiva nell’irruenza verbale di Napoleone e nella scaltra compostezza di lei di fronte alle accuse di tradimento. Giuseppina riesce a sgonfiare gli eccessi di Napoleone e a ricordargli che senza di lei egli non è niente.

 

scena

Napoleon (2023): scena

 

Per il resto il film è ben confezionato in tutti gli aspetti tecnici benché, a mio avviso, le scene di battaglia abbiano raggiunto l’apice della spettacolarità negli scontri ravvicinati piuttosto che nell’ossessivo ricorso agli effetti speciali che rendono poco verosimile le inquadrature in campo lungo dei campi di battaglia. Tale difetto mi è sembrato particolarmente palese nella ricostruzione della battaglia di Austerlitz dove, a contrario, Scott è straordinario nel ricostruire, metaforicamente, la caduta dell’impero asburgico e dei suoi alleati attraverso i corpi trascinati sul fondale di un lago ghiacciato dalle ambizioni ed irrorato del sangue della sconfitta. Ottime le ricostruzioni dell’assalto alla fortezza di Tolone e ricca di pathos la battaglia finale di Waterloo, momento centrale in cui si scrive il destino di Francia 

Era, invece, impossibile pretendere di ridurre in due ore e quaranta minuti la vita di Napoleone per cui, dal punto di vista storico, si può notare la mancanza di alcuni epici momenti dell’Ottocento. La "Battaglia di Borodino" è una fugace apparizione di corpi caduti mentre le campagne napoleoniche in Italia non sono nemmeno citate a dimostrazione di quanto valga, politicamente parlando, il nostro paese. Gli attori sono, infine, all’altezza del compito assegnato. Kirby è bella e misurata, Phoenix è bravo ad evitare le trappole di una iper gestualità mentre Ridley Scott, in regia, dimostra la volontà di superare l’iconografia classica di Jacques-Louis David, Jean-Auguste-Dominique Ingres e Francois Gérard che propagandarono le doti divine di condottiero, giudice e padre misericordioso del Bonaparte. Il Napoleone di Scott/Phoenix scende da cavallo, toglie la mano dal panciotto e rifugge la sacralità del suo personaggio che brandisce lo scettro, la spada e la corona imperiale. Il loro Napoleone combatte le proprie paure, commette errori banali ed ama senza riserve. Il loro Napoleone è un uomo. Ridley Scott, consapevole, ne libera la figura impettita per mostrarlo simile al mesto e sconfitto "Napoleone che abdica a Fontainebleau" di Hippolyte Delaroche.

Una raffigurazione avvilente per chi ancora ne esalta la memoria.

 

Charlie Chaplin Cinemas - Arzignano (VI)

 

Joaquin Phoenix, Vanessa Kirby

Napoleon (2023): Joaquin Phoenix, Vanessa Kirby

 

 

 

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