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Io sono l'abisso

Regia di Donato Carrisi vedi scheda film

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La recensione su Io sono l'abisso

di zombi
8 stelle

si può tornare a sorridere quando il male lo guardi in faccia tutti i giorni?

guardato per noia, per inaugurare il fine settimana dopo una settimana orrenda, invece carrisi, ci ha azzeccato, ancora e bene.

intanto l'ambientazione lacustre è sempre giusta. triste, cupa con le montagne che fanno ombra e scuro.

un inizio deflagrante con questo spazzino dall'aspetto inquietante che ogni tanto porta a casa un sacchetto della spazzatura, perchè se anche le persone mentono , ciò che buttano invece racconta molto, se non tutto, del proprietario.

antefatto in una piscina abbandonata con una madre poco materna che si allontana dal figlio in difficoltà.

donne sulla sessantina e bionde che spariscono, salvo essere restituite dalle acque del lago a pezzi.

una donna che viene chiamata la pazza, che lascia depliant anti violenza contro le donne che si appassiona a questi delitti e vive in una casa mezza abbandonata.

una ragazzina che tenta il suicidio e viene salvata in extremis dal nostro netturbino e una porta verde dietro cui si nasconde il peggio di noi.

carrisi, ha tratto un buon film di genere popolare dal proprio romanzo e scava talmente tanto nelle brutture dell'essere umano, che ad un certo punto si è convinti di esserne immischiati anche noi che stiamo guardando e o leggendo.

non c'è giorno che passa che non si senta al telegiornale di un fatto di cronaca nera.

qui siamo nella provincia, lontano dai grandi centri metropolitani, e pure , ci si muove in un fondo melmoso di influenze maligne e malate, come se fossimo trascinati sul fondo torbido del lago.

il serial killer dialoga , quando torna a casa dal proprio lavoro svolto con rigore, analizza la spazzatura di una determinata persona, nell'attesa che dietro la porta verde, si accenda la luce e qualcosa/qualcuno parli con lui e lo sproni a fare un'altra vittima.

il suo mondo ordinato e asettico, viene sconvolto da una cosa che accade contro la sua volontà e buttandosi a salvare la ragazzina col ciuffo viola, il caos che prima era perfettamente controllato, ora torna ad essere caotico incontrollabile.

la donna che invece viene guardata come il pazzo del paese, si appassiona agli omicidi e tenta di salvare altre donne dalle violenze dei propri compagni, entra anche lei nell'orbita dell'omicida.

i pezzi di questo puzzle maledetto, come un libro che se sfogliato porta alla morte, o scatena le orde demoniache, si compongono e portano alla luce fatti terrificanti, che non portano pace , e che si fanno guardare con rassegnato orrore, poichè all'orrore non c'è mai fine, e da orrore si scatena altro orrore.

un orrore che ha un nome e un volto e che se anche il puzzle è stato finito e gli enigmi portano a risolvere i misteri, non si può pensare diaver posto la parola fine.

è un bel film quello di carrisi perchè non parla di cose che una volta risolte, sono finite, abbiamo vinto e ora viviamo in pace.

parla di avvenimenti che si ripetono all'inifinito come una maledizione da cui non ci si riesce a liberare.

cescon, montesi e ciocca strepitosi

 

 

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