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Lightyear - La vera storia di Buzz

Regia di Angus MacLane vedi scheda film

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La recensione su Lightyear - La vera storia di Buzz

di Genga009
6 stelle

Mi aspettavo qualcosa di più da McLane. Il film è scritto sulla base del nulla, niente e nessuno viene approfondito (nemmeno Buzz) e più ripenso alla scarna e vuota "trama", più divento nervoso. Si salva grazie alla regia di McLane, che come tecnico non gli si può dire nulla, e grazie all'ovviamente straordinario comparto visivo.

Il voto di filmtv è giusto. Non nascondo che seguendone le attività commerciali e di promozione, la Pixar questa volta mi aveva catturato come ormai da anni non riusciva più a fare. Per mesi ho seguito gli annunci sul film e ho provato a mantenere comunque un profilo abbastanza neutrale, ma dentro di me speravo con tutto il cuore che lo studio di Docter, senza ormai Lasseter ma comunque pregno di menti geniali, provasse ad osare con uno spin-off che anche solo con il titolo avrebbe portato gente al cinema.

Così purtroppo non è stato. 

 

Il lungometraggio non è una ciofeca, la Pixar tranne quando ci si mette volutamente di impegno non riesce a produrre schifezze, tuttavia questo Lightyear lascia davvero il tempo che trova su molti fronti. Il primo di questi è la trama. La storia del film, sulla carta una retrospettiva del co-protagonista di Toy Story (mi sento scemo anche solo a puntualizzarlo) risulta più scarna di qualsiasi mia previsione. Le vicissitudini, soprattutto durante la prima metà della visione, si susseguono in maniera convulsa senza donare un attimo di respiro, senza approfondire con una mezza linea di dialogo dove e perché si sta svolgendo la trama. Ciò che viene messo in scena non stona con il ritmo rocambolesco di un film d'azione e, anzi, sul regista Angus McLane ho soltanto buone parole (ma ci arriviamo dopo), tuttavia è il come che snatura ogni forma di curiosità su quello che si sta osservando. In poche parole: dopo 20 minuti capisci che per goderti il film devi spegnere il cervello, non farti domande e guardarti in santa pace le sparatorie. Che la Disney abbia ormai preso in mano tutto l'apparato produttivo della Pixar è ormai chiaro - almeno da dopo l'uscita di Soul - e visto che questo Lightyear alla fine potrebbe assomigliare ad un generico capitolo extra della saga di Star Wars, questo mi dà da pensare parecchio sul futuro della casa di produzione che, fino alla fine degli anni 2010, era riuscita a salvarsi dalla piattezza concettuale e contenutistica della Dreamworks, della Fox Animation e soprattutto della casa madre Disney. 

 

scena

Lightyear - La vera storia di Buzz (2022): scena

 

Il vero disastro sono i personaggi. Raramente ho visto secondari della Pixar così inutili, fastidiosi e in alcun modo approfonditi se non un minimo nel carattere e nel contesto. A parte un paio di essi, tutti coloro che in teoria dovrebbero essere i main characters assieme a Buzz finiscono per risultare quasi patetici e privi di ogni sorta di carisma. Tra i personaggi che si salvano, assieme al protagonista che come militare stoico e tutto d'un pezzo funziona benissimo - giustamente non mi sarei mai aspettato di più da un ranger spaziale - ci sono il gatto meccanico, personalmente una spalla comica di tutto rispetto e il personaggio più importante del film assieme a quello principale, l'amica-collega di Buzz (vista nella maggior parte del film attraverso sequenze di interstellariana malinconica memoria) e il villain Zurg, in parte rovinato da un background fin troppo banale, in parte esaltato e reso magnificente da un mechanical design straordinariamente vicino a quello dei vecchi Metroid

 

Si arriva piano piano anche ai pro. McLane è, ancora più nel nostrano Casarosa, un artista della vecchia guardia Pixar, animatore della casa di produzione dai tempi - se non mi sbaglio - di A Bug's Life (1998). Il regista, anche se è il suo primo lungometraggio, sa dunque il fatto suo e alcune inquadrature felicemente d'impatto lo confermano alla grande. McLane, infatti, sa perfettamente come dilatare e accorciare i tempi di narrazione, come definire sequenze dinamiche o più flemmatiche quando l'azione, o l'assenza di essa, lo richiede. La sua regia punta molto alla resa scenica, alla profondità di campo, alle prospettive simmetriche degli elementi compositati e renderizzati. Tecnicamente quindi Lightyear non ha particolari lacune, o almeno, nulla di negativo che abbia potuto notare alla mia prima visione al cinema. Regia e fotografia risultano ottimali, le animazioni non possono essere toccate da alcuna critica. Forse l'unico dubbio lecito circa la tecnica di Lightyear può essere attribuito al montaggio, ma a parte i primi 15/20 minuti frenetici il film prosegue - in maniera vuota e insipida per altri motivi legati alla scrittura dell'opera - in maniera lineare, pulita, accattivante e mai forzata.

 

scena

Lightyear - La vera storia di Buzz (2022): scena

 

Non scriverò di questo film sul sito, non mi ha entusiasmato e non vedo particolari motivi per cui approfondirlo in un articolo stand alone. Potri collegarlo ai Toy Story perché di riferimenti alla trilogia (ah no è vero, sono quattro...) ce ne sono molti, alcuni palesi, altri nascosti. Tuttavia, da non amante del fan service, anche quando volutamente nostalgico e non puzzolente, non ho interesse ad approfondire queste curiosità.

 

Dunque, dunque.

 

scena

Lightyear - La vera storia di Buzz (2022): scena

 

L'amarezza di non aver assistito a qualcosa di coraggioso ma, anzi, a un film di una banalità disarmante rimane e si fa sentire, ma non posso coprirmi gli occhi e sputare su un film che comunque raggiunge dei picchi registici e tecnici che la Pixar non osava mostrare almeno da Gli Incredibili 2 (ma forse anche da Inside Out). A mente fredda, Lightyear continua a risultarmi un filmetto per famiglie, un po' infame e senza lodi enormi, ma se uno va in sala con la consapevolezza di poter finalmente spegnere il cervello, farsi due risate e passare 90 minuti di totale vuoto di contenuto allora lo apprezzerà di sicuro. A me non piace affossare i film, soprattutto quelli animati, e - anzi - tante volte in questi anni (sono quasi 8 qui su filmtv, aiuto o.o) sono andato allo scontro per valutazioni di alcune opere memorabili che qui ho visto e vedo trattate come se fossero finti blockbuster falliti (penso ad Akira di Otomo, a Ghost In the Shell 2: Innocence e a The Sky Crawlers di Oshii, a Metropolis di Rintaro, a Perfect Blue di Kon). Spero che Lightyear avrà almeno lo stesso trattamento dei capolavori che ho appena citato. Per il resto, ritorno alle mie perplessità di prima, ovvero a che cavolo sta combinando la Disney e del perché non si sta rendendo conto che, ormai da anni, mezzo mondo le sta ridendo dietro. I premi non contano niente, ormai anche il Senato degli Stati Uniti d'America si è svegliato e forse - finalmente - i dirtti di copyright verranno a breve ridotti a 56 anni, come dovrebbe essere (se non sapete di cosa sto parlando andate qui). La Pixar, dopo la dipartita di Lasseter (ma in realtà da molti anni prima) si sta rammollendo, non sta più investendo in storie che raccontino qualcosa di nuovo, con uno spirito inedito, giovane ma adulto allo stesso tempo. Spero quindi, ma stento a credermi, che a un certo punto chi di dovere avrà le palle di spingere un po' l'accelleratore sull'originalità oltre che pompare sempre e solo la grafica. Su quello la Pixar è sempre stata la migliore, credo sia praticamente oggettivo. Sul resto (racconti, personaggi, argomenti, tematiche) deve assolutamente riprendersi per non risultare banale come ormai tutti gli altri major studios statunitensi hanno dato prova di essere.

 

Sperem...

 

scena

Lightyear - La vera storia di Buzz (2022): scena

 

Ps: tanto lo sanno tutti, il futuro dell'animazione è in mano alla Corea del Sud e alla Cina. USA e Giappone hanno rotto il ????♥.

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