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Trama

La vita di Camilla, avvocatessa di successo con una figlia ormai grande, viene sconvolta in una notte di pioggia a Milano. Un incidente stradale, di cui forse è responsabile, causa la morte di un ragazzo e la coinvolge in un'indagine che la porterà molto lontana dai luoghi e dai paesaggi che è abituata a frequentare. Al suo fianco in questo percorso misterioso e incerto, c’è Bruno, direttore dell’obitorio, con cui Camilla - mentre cerca di ricostruire l’identità di un estraneo - scopre sé stessa.

Curiosità

LA PAROLA AL REGISTA

"Un  incidente  cambia  la  vita  di  una  donna.  Ma  non  è  lei  la  vittima.  Ne  è  la  causa,  sebbene involontaria.  La  sua  vita  potrebbe  ‐  o  vorrebbe  ‐  andare  avanti  come  se  nulla  fosse accaduto,  in  fondo  si  è  solo  rotta  un  polso.  Invece  piano  piano  dentro  di  lei  si  apre  una crepa.  Come  una  falda  d'acqua  sotterranea  che  si  fa  spazio  nel  cuore  e  nella  mente.  Niente  sarà  più  come  prima.

Cambiamento  e  rinascita  sono  i  temi  principali  di  3/19,  che  tuttavia  ne  contiene  altri  a me  cari  che  s’intrecciano  e  convivono.  Il  caso,  la  memoria,  l’identità,  la  lontananza  dei mondi  che  ognuno  di  noi  abita...  Lo  scontro‐incontro  con  un  ragazzo  che  viene  da  un luogo  lontano  anni  luce  dal  nostro  Occidente,  e  che  muore  nell’anonimato,  trascina  la nostra  protagonista  in  un  viaggio  interiore  che  da  un  lato  riapre  una  ferita  antica  e  mai rimarginata,  dall’altro  la  spinge  verso  un  presente  che  non  conosceva,  verso  realtà  e persone  che  non  avrebbe  mai  incontrato.  Perché  fino  a  ora  nemmeno  le  vedeva,  o  non le  avvicinava:  non  ne  aveva  motivo.  Anche  Bruno,  il  direttore  dell’obitorio,  è  qualcuno che  non  avrebbe  mai  guardato  se  non  fosse  che  è  l’unica  persona  che  in  fondo  la  capisce e  la  accompagna.  E  che  può  aiutarla.

Camilla  vive  in  un  mondo  a  parte,  dove  si  parla  una  lingua  diversa,  spesso  per  noi incomprensibile,  dove  tutto  è  speculativo:  ogni  minuto  è  denaro,  ogni  richiesta dev’essere  esaudita  e  solo  il  lavoro  dà  forma  alla  vita.  L’unico  modo  che  ha  trovato  per calmarsi  e  ricentrarsi  è  visualizzare  l’immagine  di  un  bosco  autunnale,  dove  tutto  è  pace e  silenzio.  Forse,  nel  profondo,  quando  si  butta  fuori  dal  taxi  quella  notte  nella  pioggia, vorrebbe  scappare  da  tutto.  La  città  sotto  il  diluvio  diventa  una  terra  di  nessuno  dove  il suo  destino  si  scontra  con  quello  di  un  ragazzo  che  viene  da  un  altro  mondo.  Anche  lui sta  scappando,  ma  per  sopravvivere.  E  Camilla  è  costretta  a  fermarsi,  distesa  sull’asfalto, fradicia  di  pioggia.

La  città,  una  Milano  contemporanea,  l’unico  luogo  in  Italia  in  cui  potevo  ambientare questo  film.  Ai  piani  alti  la  finanza,  gli  investimenti  da  milioni  di  euro,  il  vetro  e  l’acciaio; a  livello  strada  la  diversità,  la  povertà  e  l’accoglienza.

Due  mondi  lontanissimi  e  insieme  due  anime  di  questa  città  che  convivono,  e  che  sono  il palcoscenico  su  cui  si  muove  la  storia  di  3/19.  Il  rapporto  interno‐esterno  è  sempre molto  presente  nel  film.  Dalle  finestre  dei  piani  alti,  dove  vive  e  lavora  Camilla,  si  domina  la  città.  In  una  finestra della  casa  di  fronte  vede  scene  di  altre  vite,  momenti  di  intimità  a  cui  assiste  con stupore.

Camilla  esce  nella  città  per  indagare,  per  scoprire,  anche  per  espiare,  alla  ricerca, sempre  più  ossessiva,  dell’identità  di  quello  sconosciuto  che  il  destino  le  ha  fatto incrociare  un  attimo  prima  della  morte.  Più  volte  sembra  poter  arrivare  a  una  soluzione e  invece  no;  quasi  inconsapevolmente  l’indagine  diventa  su  sé  stessa.  E  nel  tentativo  di squarciare  il  buio  su  questo  ragazzo  morto,  arriva  anche  a  vedere  forse  per  la  prima volta  sua  figlia,  e  a  farsi  vedere  da  lei.

Non  è  stato  semplice  capire  chi  dovesse  dar  vita  a  Camilla,  ma  dal  primo  provino  con Kasia  ho  sentito  che  aveva  qualcosa  di  molto  credibile  e  molto  vicino  a  lei.  Camilla  è decisamente  diversa  da  tutti  gli  altri  personaggi  femminili  che  ho  raccontato  nel  mio cinema.  È  una  donna  forte,  di  grande  piglio,  abituata  a  lavorare  in  un  mondo  quasi esclusivamente  maschile  e  a  lottare;  ma  in  fondo  al  cuore  ha  una  fragilità,  come  se  fosse troppo  sensibile.  Con  Kasia  queste  due  facce  hanno  preso  vita  con  grande  intensità.

È  un’attrice  potente,  sempre  vera,  di  grande  istinto.   All’inizio  temeva  di  non  farcela  nel ruolo  di  un  avvocato  d’affari,  oltre  ad  avere  problemi  con  quel  linguaggio  tecnico  al limite  della  comprensibilità.  Sapevo  che  ce  l’avrebbe  fatta  ed  è  stato  bello  veder  nascere con  lei,  di  giorno  in  giorno,  questo  nuovo  personaggio;  una  donna  a  prima  vista implacabile,  ma  con  un  dolore  seppellito  dentro,  un  segreto  da  cui  nasce  una  cosa nuova.  Una  donna  che  a  un  certo  punto  sente  di  dover  cambiare,  che  si  mette  in contatto  con  una  parte  di  sé  stessa  che  in  fondo  ancora  non  conosce,  e  la  lascia  venire  a galla.

3/19 è  anche  un  film  sul  rapporto  con  il  tempo.  All’inizio  è  turbinoso,  senza  sosta. Lentamente  diventa  un  tempo  per  capire  e  per  conoscere.  E  alla  fine,  per  dare  un  nuovo senso  a  un  gesto,  a  un  rapporto.  Tempo  in  cui  imparare  a  prendersi  cura  di  qualcuno. Addirittura  di  qualcuno  che  non  si  conosce,  di  cui  nessuno  sa  il  nome.  E  che  non  è  più  in vita.  Ma  anche  un  tempo  in  cui  scoprire  ‐  o  finalmente  accogliere  ‐  la  propria  vera identità.  E  con  questa,  un  nuovo  modo  di  stare  al  mondo,  nelle  relazioni  con  gli  altri  e con  le  persone  che  si  amano".

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Recensioni

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claudio1959 di claudio1959
8 stelle

Dopo quattro anni dal suo ultimo film “Il colore nascosto delle cose”, finalmente Silvio Soldini ha girato la sua nuova opera 3/19 titolo che rimanda alla catalogazione delle persone senza identità morte ed in attesa di essere sepolte all’obitorio di Milano.una intensa Kasia Smutniak interpreta il ruolo di Camilla avvocatessa molto competente ed affermata, una… leggi tutto

2 recensioni positive

2021
2021

Recensione

alan smithee di alan smithee
7 stelle

AL CINEMA  "Fare tutto il giorno i conti con la morte, significa riuscire ad apprezzare un po' meglio la vita". Una avvenente avvocatessa di successo, specializzata in contesti corporate, viene travolta da una crisi di coscienza la sera piovosa in cui un motorino quasi la investe. In seguito a tale episodio, la donna, leggermente contusa, viene messa al corrente dalla polizia che uno…

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Recensione

claudio1959 di claudio1959
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Uscito nelle sale italiane l'8 novembre 2021
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