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La figlia oscura

Regia di Maggie Gyllenhaal vedi scheda film

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La recensione su La figlia oscura

di mm40
5 stelle

Leda, professoressa universitaria di letteratura, si trova in vacanza in Grecia d'estate. Solitaria e non troppo espansiva, riesce pian piano a fare conoscenza con un gruppo di turisti chiassosi e in particolare con Nina, madre apprensiva della piccola Elena. Nel rapporto tra le due, Leda rivive inevitabilmente quello con Bianca e Martha, le sue due figlie.


Maggie Gyllenhaal fa il suo esordio da regista nel cinema, dopo aver diretto un episodio della serie Homemade (2020), e lo fa in grande stile. Tanto per cominciare sceglie di focalizzare le sue energie e le sue attenzioni dietro la macchina da presa, affidandosi a ogni modo a un cast di interpreti all'altezza della situazione capitanati da un'ottima Olivia Colman. E quindi sceglie un romanzo della misteriosa Elena Ferrante, best seller anche negli Stati Uniti, e lo adatta per lo schermo con una sceneggiatura firmata dalla sola cineasta. La confezione è sobria e ben calibrata, le due ore di racconto non sono così pesanti come la fragilità della storia lascerebbe supporre anche grazie a una serie di flashback che si intersecano – sebbene non sempre in maniera ficcante – con la trama principale. Ciò che però davvero non si comprende è la maniera scellerata in cui la Gyllenhaal ha riletto il romanzo della Ferrante, trasformando un personaggio ambiguo, sofferto e problematico come la protagonista Leda in una vera e propria criminale psicopatica, costantemente in preda al delirio e a pulsioni sadomasochistiche incontrollabili. Senza spoilerare troppo, una sola domanda: com'è possibile che Leda si tormenti senza posa per le figlie che, a quanto pare, sono miracolosamente cresciute bene o male in maniera decente e non aspettano altro che una sua chiamata? Evidentemente il profilo psichiatrico della donna corrisponde a quanto accennato sopra, o perfino a peggio. E a quel punto è difficile spiegarsi cosa ci faccia a piede libero e come mai nessuno noti le sue – chiamiamole così – eccentricità. Ed Harris e Jessie Buckley meritano una menzione positiva nel cast, mentre delude Dakota Johnson spesso impegnata in smorfie incomprensibili. 5,5/10.

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