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Spider-Man: No Way Home

Regia di Jon Watts vedi scheda film

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La recensione su Spider-Man: No Way Home

di ilcausticocinefilo
2 stelle

 

 

 

In No Way Good. “Hanno ucciso l’Uomo Ragno, chi sia stato non si sa”… E invece adesso si sa.

Se già aveva iniziato la Sony con gli Amazing Spider-Man la Marvel con la sua trilogia e specialmente con questo film ha battuto gli ultimi chiodi sulla bara. Con un’operazione che si può dire equivalente a quella compiuta dalla DC con il Batman snyderiano: ovvero, il distruggere completamente un personaggio e il porsi in un confronto impietoso con chi invece l’aveva elevato in precedenza.

 

E qui il confronto non è neppure “virtuale”, ma proprio tenacemente ricercato sino ad arrivare al punto di far intervenire direttamente quel passato nel tessuto “narrativo”. Così da ingrifare i fissati di mezzo mondo, ammorbare il resto dell’umanità e incassare i soliti bei miliardini. Il cinecomics giunto ormai al suo grado ultimo: l’onanismo collettivo. Di fronte al quale si dilegua rapidamente ogn’altra considerazione.

Tant’è vero che alla Marvel da tempo se ne sbattacchiano altamente della trama; di logica, coerenza, compattezza narrativa perché hanno capito che è inutile sforzarsi, che le masse accorrono comunque a frotte ad ogni nuova minchiatina che viene sfornata (al netto di parziali “inciampi” commerciali del genere di Eternals). Stante ciò, appare sinceramente non poco velleitario aspettarsi una qualunque sorta di qualità cinematografica propriamente detta.

 

 

Tom Holland

Spider-Man: No Way Home (2021): Tom Holland

 

 

Già, e difatti anche sul piano registico film come questi, da catena di montaggio, appaiono uno identico all’altro, a prescindere da chi sia il “passacarte” di turno dietro la macchina da presa.

Ma anche la recitazione; la fotografia; il montaggio… tutto passa in secondo piano dinnanzi all’imperioso affermarsi della solita stantia overdose di effetti digitali. Ingenerata da una sceneggiatura che definire un puro pretesto sarebbe quasi fare un complimento (perché significherebbe concedere, implicitamente, che una sceneggiatura vi sia): più che altro si tratta di un’impassibile accozzaglia, un insieme raffazzonato di pagine riempite con battute idiote, piroette e personaggi che punta esclusivamente sul fanservice e sulla nostalgia di bassa lega, oltreché sul rimbambimento audiovisivo.

 

E difatti l’unica reazione “epidermica”, al di fuori della noia, che il film da essa scaturito riesce a suscitare è l’irritazione oculare, dovuta ad un incessante via vai di luci, stacchi fulminei, lampi, saliscendi, scazzottate che in confronto Tekken pare il videogioco più tranquillo e pacato del multiverso (inutile aggiungere che il paragone con un videogame non è per nulla casuale…).

Spider-Man - No Way Home è pura masturbazione “intellettuale” riservata ai maniaci maniacali esaltati che senza dubbio si sono sbizzarriti nel rintracciare ogni singola citazione, ogni singolo riferimento, ogni pur minimo personaggio che fa la sua immancabile apparizione (“O, ma guarda, ma che è… Electro quello? Ma che è… Octopus quello lì? No, ma dai, ganzissimo!”). Grandi emozioni, grandi soddisfazioni.

E pazienza se per il resto si tratta di un filmetto che persino nel mettere in scena la morte di un personaggio cardine si mantiene – forse “orgogliosamente” – anemico e impalpabile, freddo e distaccato, ponendosi ad eoni di distanza dall’analoga sequenza presente invece nello Spider-Man di Raimi. Dopotutto, che senso volete che abbia quantomeno tentare di creare del cinema vero, capace di smuovere? E infatti il minuto dopo ecco che ricominciano le giravolte e le esplosioni (tanto che a una certa vien quasi il dubbio di trovarsi in presenza di un film di Michael Bay: beh, insomma, film per modo di dire…).

 

 

Tom Holland, Alfred Molina

Spider-Man: No Way Home (2021): Tom Holland, Alfred Molina

 

 

In conclusione: questo terzo Spider-Man marvelliano è semplicemente una tragedia audiovisiva, un disastro cinematografico, un incidente filmico.

L’opera “di Watts” è da riflusso gastroesofageo, è cinema da rigetto, cinema mortuario, inerte e manchevole pressoché di qualunque fattore “redimente”; è cinema da centro commerciale, cinema da sottofondo (cinema sempre si fa per dire) che induce a pronosticare (augurare?) solo il peggio del peggio, per il futuro, al “genere supereroico”, come già inducevano a fare, del resto, altre ciofeche indigeribili quali: Eternals, Black Widow, Justice League di Snyder, Venom: Let There Be Carnage, Wonder Woman 1984Insomma, la creme de la creme.

Mamma mia, se siam messi male. Speriamo appunto che come "genere" si estingua presto e morta lì. Mentre per quanto concerne il cinema d’intrattenimento tout court non resta che riporre tutte le migliori speranze in Cameron, James Cameron: vedi mai che ci riesca davvero una buona volta a risollevare quella stramaledettissima asticella.

 

 

Tom Holland, Zendaya

Spider-Man: No Way Home (2021): Tom Holland, Zendaya

 

Banzai!!!  E fu quello il momento in cui si schiantarono... e di loro non si sentì mai più parlare...

 

 

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