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Magnolia

Regia di Paul Thomas Anderson vedi scheda film

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La recensione su Magnolia

di trebby
10 stelle

Spesso sento gente dire:''vorrei vivere in un film di Paul Thomas Anderson'', io vorrei rispondere:'' ma tu ci vivi già in un film di Paul Thomas Anderson''. Il brillante regista non dirige film di fantascienza, fantasy, horror, storici eccetera; il regista descrive con crudo realismo la vita di tutti i giorni descrivendone sia i lati dolci che i lati amari. Non a caso molte persone dopo aver visto un film di Paul Thomas Anderson dicono: '' molti anni fa ho vissuto un'espereienza del genere.'' Parlando di questo film vorrei che vi concentraste in questa scena: Julienne Moore è sposata con un uomo molto più anziano malato terminale di cancro, l'uomo da un precedente matrimonio ha avuto un figlio interpretato da Tom Cruise che ora conduce un programma televisivo in cui insegna a uomini brutti e timidi a sedurre le donne, in una scena Julienne Moore va in farmacia a comperare un'enorme quantità di farmaci per alleviare le sofferenze del marito morente, il farmacista cretino convinto di avere a che fare con una persona che sta facendo la spesa per un rave party inizia a fare battute idiote, purtroppo la mamma dei cretini è sempre incinta e a tutti noi prima o poi capita d'incontrare una persona così cretina da umiliare i propri clienti. Del resto il personaggio interpretato da Jason Robards vent'anni prima lasciò la moglie malata di cancro per tradirla con altre donne, nel periodo in cui è stato girato il film spesso sentivo ragazzi dire:''mio padre non lo vedo da anni, è fuggito con l'amante è un grandissimo figlio di pulcinella'', oltretutto se nel suo ultimo film Paul Thomas Anderson descrive un'appagante esperienza sentimentale i seguaci del personaggio interpretato da Tom Cruise sono degli infelici che continuano a provarci con le donne sbagliate, avrà sicuramente ragione Tom Cruise quando descrive queste donne come delle stronze, però se una persona continua a sbattere il naso su delle stronze qualche domanda se la dovrà pure fare. Morale della favola le storie narrate da Anderson aderiscono totalmente alla realtà sia quando è dolce come in ''licorice pizza'', sia quando è amara come in magnolia e sia quando è piccante come in '' boogie nights l'altra Hollywood''. In questo film il regista analizza pure la triste tematica degli abusi sui bambini: la donna che da bambina fu abusata dal padre, il bambino prodigio sfruttato dalla televisione che da grande diventa un fallito interpretato da William H. Macy il cui personaggio lamenta il fatto che i soldi che guadagnò da bambino vincendo quiz televisivi furono in seguito sperperati dai suoi genitori, l'anziano conduttore televisivo di quiz per bambini che un tempo abusò sessualmente della figlia bambina ora è ammalato di tumore e durante una puntata dello show viene letteralmente processato da un bambino concorrente che gli chiede:'' perchè voi adulti vi divertite così tanto nel vedere un bambino che risponde a domande difficili? Noi non siamo fenomeni da baraccone.'' Crudo realismo e denuncia sociale, non vorrei sembrare ''blasfemo'' ma questo film è neorealista. Da segnalare infine l'ottima prova del compianto Phillip Seymour Hoffman, ci tengo a dire altresì che questo film è un tipico film hollywoodiano ''freddo'' tipico del periodo 1997-2001.

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