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Paura e delirio a Las Vegas

Regia di Terry Gilliam vedi scheda film

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La recensione su Paura e delirio a Las Vegas

di maso
4 stelle

 

 

 

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Terry Gilliam sforna un film basato sui deliri acidi prodotti dalla penna di Hunter S. Thopson dopo che nel 1980 era già stato realizzato un adattamento dal titolo Where the buffalo roam con Bill Murray e Peter Boyle nei ruoli dello stesso Thompson e Gonzo che qui sono affidati a Depp e Del Toro; non ho avuto modo di vedere quel film e quindi non posso giudicarlo se non per le opinioni negative captate in rete ed il voto discreto su Imdb ma posso affermare con certezza, dopo averlo visionato a più riprese molte delle quali svogliate e pigre a causa di una non trascurabile prima delusione, che "Paura e delirio a Las Vegas" è un film vuoto, senza una trama interessante ed un messaggio coerente che non arricchisce la filmografia del suo grande realizzatore se non per il fatto che ancora una volta gli da' la possibilità di mettere in mostra una sfrenata fantasia registica ed una padronanza della telecacamera che solo in pochi possiedono.

La trama non esiste: il viaggio a Las Vegas alla fine degli anni sessanta del cronista e scrittore Raoul Duke e il suo avvocato Dr Gonzo è solo un pretesto per mettere in mostra una maratona di sballi ravvicinati del terzo tipo per i nostri eroi che assumono tutto il possibile immaginabile fra LSD eccitanti etere e polverine varie oltre a qualche spinello di rilasso e fiumi di alcool; da questo punto di vista il film è un capolavoro perchè Gilliam con la fantasia che ha ed i mezzi a disposizione crea scene spassose e tragicomiche in cui lo spettatore attraverso le immagini e i pensieri di Duke scopre l'effetto degli additivi in azione senza assumerli, addirttura prende anche per il culo i suoi spettatori che si drogano sul serio nella vita reale girando una sequenza sconvolta e sconvolgente in cui Duke abusa di adrenocromo e si trasforma in un lucertolone che vede il suo amico come un demone tettuto e la sua camera come una palude, questo allucinogeno in boccetta è devastante quanto inesistente preso pari pari dagli scritti di Thompson ma più di una persona avvicinò Terry Gilliam complimentandosi con lui perchè aveva descritto alla perfezione l'effetto di quella droga, potenza del cinema.

I primi trenta minuti in cui Gonzo e Duke sono sballati persi alla reception in stanza e al circus casinò e tutta la sequenza in cui Duke deve fare il check in nell'albergo invaso da una masnada di sbirri in pensione sono segmenti spassosissimi e Depp centra in pieno il personaggio dello scrittore acrobata perennemte sballato con la zucca pelata e la sigaretta nel lungo bocchino ma sono solo delle vignette ed episodi isolati di un film completamente privo di contenuti in cui si sfiorano argomenti come il disfacimento del sogno americano e la fine degli ideali del peace and love senza alcuno sviluppo e argomentazione valida.

 

 

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Il primo adattamento degli scritti di Hunter S. Thompson non ha una bella fama

ma lo vorrei comunque vedere

 

 

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Del Toro e Depp

 

Tanti i camei disseminati in tutto il film ma nessuno è particolarmente memorabile: Toby McGuire l'autostoppista. Mark Harmon il reporter alle corse, Cameron Diaz la giornalista in ascensore, Flea il frakkettone al cesso, Gary Busy lo sbirro nel deserto, Cristina Ricci la pittrice  vagabonda, Ellen Barkin la cameriera nella tavola calda e dulcis in fundo Hunter S. Thompson al concerto dei Jefferson Airplane è il tipo al tavolo con la visiera verde che fissa Depp.

 

 

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Hunter S. Thompson

 

 

 

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