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Salvate il soldato Ryan

Regia di Steven Spielberg vedi scheda film

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La recensione su Salvate il soldato Ryan

di steno79
8 stelle

Il war-movie declinato secondo la prospettiva di Steven Spielberg, regista di fine intuito spettacolare che però non riesce a rinunciare a una certa retorica ormai superflua. Non si può non concordare con tutti i commentatori che hanno elogiato la sequenza dello sbarco in Normandia nel D-day: sono 24 minuti di grande cinema d'azione, serrato e coinvolgente, con un montaggio superlativo e una cinepresa frenetica ma utilizzata al meglio delle possibilità registiche di Spielberg. La scena è violenta ma mai gratuita o sensazionalista, e merita di essere annoverata fra quanto si è visto di meglio nell'ambito del cinema bellico. Quando si passa al resto del film con la ricerca del soldato Ryan, direi che Spielberg alterna momenti ugualmente ispirati e scene action girate con indubbio talento ad altri in cui viene tradito da dialoghi ridondanti o situazioni piuttosto artefatte. Faccio qualche esempio: nela scena in cui il prigioniero tedesco viene infine graziato, scoppia un violento alterco fra i soldati americani che viene placato dal capitano Miller con un discorso dal sapore piuttosto retorico e zuccheroso. Nelle scene finali in cui gli americani devono difendere un ponte, il ritorno del prigioniero tedesco prima lasciato andare, che si rivela un feroce assassino, risulta troppo meccanico e piuttosto stereotipato. Le citazioni di una lettera di Lincoln e il finale con l'anziano soldato Ryan che deve chiedere conferma alla moglie della bontà del proprio operato sono ugualmente concessioni a cliché ormai risaputi che appesantiscono il racconto. Molto buona la direzione degli attori, con un Tom Hanks intenso al punto giusto nella parte del capitano e bravi caratteristi fra cui vanno menzionati almeno Jeremy Davies, Giovanni Ribisi ed Edward Burns, ma il film si raccomanda essenzialmente per la notevole perizia delle scene di combattimento, mentre la sceneggiatura poteva essere curata di più in certi particolari. Nel confronto inevitabile con "La sottile linea rossa" stavolta vince Malick, anche se il soldato Ryan ha avuto un successo molto superiore. 

Voto 8/10

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