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Scales

Regia di Shahad Ameen vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Scales

di obyone
7 stelle

 

scena

Scales (2019): scena

 

Venezia 76. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica.

Hayat è una ragazzina. Vive in un arcaico villaggio di pescatori. Le donne partoriscono figli mentre gli uomini e i bambini dividono una cittadella in riva al mare. Rattoppano le tele ed escono la notte per pescare e sfamare le famiglie. Le figlie primogenite, invece, vengono date in sacrificio alla dea affinché il mare sia clemente, la siccità sia breve, ed il pescato copioso. Il padre di Hayat non ce l'ha fatta ad immolare la figlia, è corso indietro, tra le onde, ed ha recuperato il corpicino della piccola. Hayat porta nel corpo i segni della debolezza del padre: una gamba piena di squame. A dodici anni passati le cicatrici di una vita da reietta prudono del dolore della solitudine e del disprezzo. Il villaggio non ha perdonato a lei e al padre l'affronto alla dea, foriero di cattivi presagi. Ora che la moglie ha partorito un figlio maschio il padre di Hayat non ha più il coraggio di contrastare le tribali leggi dell'uomo. Hayat deve essere immolata al mare. Ma il mare non dimentica le sue figlie, inabissate a sua maggior gloria, e la ragazzina in virtù della sua parziale metamorfosi acquisisce il potere di ribaltare le antiche tradizioni. La regista araba Shahad Ameen ci racconta una fiaba di pescatori, sirene ed acque che si ritirano per raccontare la vita delle donne in una società di uomini. Le donne fanno nascere i figli e li lasciano morire nelle mani dei propri mariti che ne decidono la sorte. Hayat rappresenta il genere femminile e ciò di cui esso è capace. Hayat sopravvive al sacrificio del padre, dimostra il coraggio di un uomo cacciando e squartando la preda davanti agli occhi attoniti del villaggio, conquista un posto nel peschereccio insieme ai maschi. Quando il mare e le sue creature si ribellano alla mattanza degli uomini è sempre il coraggio di Hayat, ormai una donna consapevole e non più una bimba, a restituire il mare ad un villaggio disperato. "Avremmo potuto fare diversamente" dice la ragazzina al capovillaggio. C'è sempre un'alternativa a reiterate usanze che non hanno rispetto della dignità ma si ripeteno in un circolo superstizioso di gesti granitici. In luoghi come la penisola araba dove, per ammissione della stessa regista, le donne non hanno pari opportunità, rompere le tradizioni ancestrali è faticoso quanto restituire le onde ai propri scogli. Le donne sono l'acqua capace di rendere fertile un mondo arido come le rocce desertiche battute dal vento e accecate dal sole. Le donne possono fare molto e la giovane Hayat che si ribella alle consuetudini ne è la manifestazione. La regista però sembra volerci comunicare qualcosa in più. Se gli uomini combattono per dare la morte (le sirene) le donne combattono per dare la vita. Le doglie del parto sono solo l'inizio. La giovane protagonista opta per la soluzione più difficile ma rende, ad un villaggio ingrato ma bisognoso di vita, le acque copiose di una nuova genesi. È la sua vocazione, lei che appunto si chiama "vita".

 

scena

Scales (2019): scena

 

Nel Q&A di fine proiezione la vulcanica regista ha sottolineato l'importanza del ruolo grigio del padre di Hayat, fondamentale per la costruzione dell'intreccio poiché è lui a dare il via alla narrazione grazie all'inconsueto gesto d'amore e ribellione. Scambiato per vile e traditore, l'uomo dimostra il coraggio di esternare la propria debolezza. La propria debolezza è la figlia. La debolezza di uomini giusti è ciò che serve perché l'umanità possa progredire ed abbandonare tradizioni e regole discriminanti ed ingiuste per ogni individuo. Ameen si affida ad un mondo onirico e atavico per raccontarci le donne e con ciò dimostra una personalità ed uno stile che non fa compromessi con una narrazione convenzionale. Il bianco e nero scelto in post produzione per ridurre, a suo dire, le distrazioni visive del colore, è una gioia per gli occhi. Ora accecante e polveroso, ora delicatamente inquietante il B&W rappresenta al meglio un mondo estremamente gerarchizzato dove la donna è il bianco e l'uomo è il nero. In mezzo però quei mezzi toni destinati a colorare il mondo.

 

scena

Scales (2019): scena

 

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