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Un figlio di nome Erasmus

Regia di Alberto Ferrari vedi scheda film

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La recensione su Un figlio di nome Erasmus

di Furetto60
6 stelle

Commedia piacevole ,ma leggerissima e non molto originale. Buona la prova degli attori

Jacopo è un alto prelato, in odore di cardinalato, fa parte del consiglio dello IOR, e lavora per una multinazionale umanitaria, Ascanio esercita il mestiere di guida alpina specializzata in corsi di "team building" per manager, che scalano in giacca e cravatta, Enrico è un architetto, candidato alla Camera dei deputati e alle prese con la complicatissima organizzazione del suo matrimonio, causa fidanzata ossessiva e isterica e futuro suocero arrogante e vendicativo e Pietro è un "manager artistico" mezzo fallito, con pochi clienti tra i quali, un gruppo che fa cover dei Pooh. Vecchi amici da quando erano ragazzi, ora quarantenni si rivedono in una triste occasione. La loro ex fiamma, Amalia, allegramente amata contemporaneamente da tutti e quattro, durante il periodo di studio all’Erasmus in Portogallo, è deceduta e un giudice li ha convocati per comunicare loro, le sue ultime volontà. All'arrivo scoprono che Amalia ha avuto un figlio e uno di loro è il padre, inizia così un’avventura on the road, sulle tracce di questo misterioso figlio, diventato ormai ventenne. Aiutati da una ragazza del posto, Alice: partono a bordo di un pittoresco furgone che trasporta sardine e risalgono il paese, da Lisbona a Figueira da Foz, passando per villaggi folcloristici, boschi e strapiombi sull’oceano. C’è anche il tempo per una puntatina nostalgica al vecchio campus universitario, dove i quattro trascorsero il loro periodo Erasmus e per una serata in discoteca ad alto tasso alcolico di cui, la mattina dopo si potranno constatare le esilaranti conseguenze. Viaggio di formazione e di scoperta di se stessi, rinnovo di un'amicizia che malgrado la vita li abbia allontanati, non è mai svaporata, ma soprattutto occasione di introspezione e seconda chance per ciascuno di loro: per Jacopo alias Kessisoglu, che vent’anni prima credeva di essere unico fidanzato ufficiale di Amalia e oggi è un sacerdote, refrattario alle modernità e che non accetta l’idea che sua sorella sia lesbica e peraltro la sua vocazione non appare molto convinta e per Ascanio alias Bizzarri, che dietro il suo look eccentrico e il suo carattere giocherellone e solare, cela un doloroso segreto personale, per Pietro alias Memphis, modestissimo manager di un trapper volgare prepotente e privo di talento, che poi riuscirà finalmente a mandare a quel paese e per Enrico alias Liotti, al quale è affidata la voce narrante fuori campo, architetto con velleità politiche, che durante il viaggio rivede una sua fascinosa ex professoressa, la mitica e intramontabile Carol Alt e se ne innamora ricambiato. I temi per girare un film importante ci sono, tuttavia lo sviluppo non è all’altezza delle aspettative. Al di là delle varianti del caso, non ci sono risvolti a sorpresa, è tutto già visto e prevedibile, salgono alla memoria i film di Salvatores oltre che di Verdone, nonché la storica “una notte da leoni “, insomma i colpi di scena sono abbastanza telefonati e la commedia sembra procedere per tappe obbligate. In sostanza è un film leggero, poco originale, ma con diverse battute divertenti, privo di volgarità e comunque ben interpretato e scorrevole, location intriganti, piacevole l‘innesto di “Pensiero” con il mitico Facchinetti.

 

 

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