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Tenet

Regia di Christopher Nolan vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Tenet

di Nic90
4 stelle

Anonimo agente della CIA viene incaricato di sventare il diabolico piano di un trafficante d’armi anglo-russo: un algoritmo – racchiuso in un congegno di blocchi di ferro ad incastro (?) – in grado d’invertire le leggi universali della fisica. L’obiettivo è annientare la società moderna e resettare l’umanità per un nuovo inizio. Nel cammino il Protagonista s’imbatterà in: salti temporali, mondi “invertiti” – con leggi della fisica uguali e contrarie – terroristi dal futuro incaricati di annientare il presente e tanto altro.

 

 

Ennesima fatica di Nolan – secondo alcune fonti pare che la sceneggiatura lo abbia impegnato per sei/sette anni – Tenet porta all’inverosimile tutta quella serie di stravolgimenti di narrazione (asincronia tra fabula e intreccio, capovolgimento dei rapporti causa-effetto) che hanno caratterizzato lo stile del regista sin dai tempi di Memento. Rincarando la dose con uno sconvolgimento totale delle leggi della fisica, vedi Inception.

 

Se le premesse sono anche buone, già con l’arrivo dei portali spazio-temporali diventa una fatica improbabile tenere a mente tutte le regole che governano il film. E all’ennesima (tentativo di) spiegazione che Nolan da tramite i protagonisti è chiaro che l’unica speranza rimane quella di lasciarsi cullare dal flusso d’azione, esplosioni e trovate ad effetto che rimane.

 

La macro struttura che regge il film è, tutto sommato, semplice e derivativa. Il super cattivo che vuole annientare l’umanità. L’eroe che non fa una piega. L’amico pronto a sacrificarsi. La donna vittima e vendicatrice. Un Bond-movie, insomma, senza particolare enfasi sui personaggi.

 

Mi viene così naturale dividere la produzione di Nolan in due grandi blocchi: il pre e il post Inception.

Prima – Memento, The Prestige, Il Cavaliere Oscuro – c’è un Nolan che sperimenta trovate e artifici narrativi per studiarne gli effetti sui personaggi, scavando nel lato umano della pellicola. Poi – Inception, The Dark Knight Rises, Tenet – vedo un Nolan sempre più a corto d’idee che finisce per giocare con le stesse trovate degli inizi, portate all’estremo e pompate di azione ed effetti.

 

 

Questo mi ha lasciato, Tenet, più di tutti gli altri suoi film dell'ultimo decennio. Un regista stanco di studiare il lato umano della pellicola – le reazioni, le interazioni, l’etica che hanno governato l’umanità delle sue migliori pellicole – ma ben disposto a gigioneggiare con la macchina da presa e la mente dello spettatore, oramai più frastornato che stupefatto.

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