Trama

Costretto ad abbandonare il natio Bangladesh, Fahim a otto anni è già un prodigio degli scacchi quando arriva a Parigi con il padre. Poiché viene rifiutato loro asilo, vivono come immigrati clandestini e piombano in una spirale di vagabondaggio e disperazione. Con un colpo di fortuna, però, Fahim viene presentato a uno dei più importanti coach di scacchi di Francia, Sylvain, che lo trasformerà in un campione.

Approfondimento

QUALCOSA DI MERAVIGLIOSO: UN RE (DEGLI SCACCHI) CLANDESTINO

Diretto da Pierre-François Martin-Laval e sceneggiato dallo stesso con Thibault Vanhulle e Philippe Elno, Qualcosa di meraviglioso racconta la storia del piccolo Fahim che, costretto a fuggire dal natio Bangladesh con il padre Nura, abbandona tutto il resto della sua famiglia e trova la sua nuova destinazione a Parigi. Sin dall'arrivo, per padre e figlio inizia una vera e propria corsa a ostacoli per ottenere asilo politico, con la scure dell'espulsione sulla loro testa pronta a entrare in azione in qualsiasi momento. Grazie al suo talento per gli scacchi, Fahim incontra Sylvain, uno dei migliori allenatori della disciplina di tutta la Francia. In un clima di reciproco sospetto e attrazione, i due imparano a conoscersi e a essere amici. All'inizio del campionato francese di scacchi, la minaccia di espulsione dal Paese è sempre più pressante e al piccolo Fahim non resta che una sola possibilità di cavarsela: vincere e diventare il campione nazionale.

Con la direzione della fotografia di Régis Blondeau, le scenografie di Franck Schwarz, i costumi di Brigitte Calvet e le musiche originali di Pascal LengagneQualcosa di meraviglioso racconta la vera storia di Fahim Mohammad, giovanissimo campione di scacchi la cui storia è stata raccontata da Xavier Parmentier (il suo allenatore) e Sophie Le Callennec (l'antropologa e scrittrice che ha dato lezioni di francese al padre di Fahim) in Un re clandestino. A spiegare l'origine del progetto è lo stesso regista: "Il 14 febbraio 2014 guardavo la televisione quando mi sono imbattuto in Laurent Ruquier che intervistava un quattordicenne del Bangladesh in occasione dell'uscita di un libro che lo vedeva protagonista, Un re clandestino. Non avevo mai sentito nominare il ragazzino ma sono rimasto colpito dalla sua storia e dal mondo in cui, calmo e imperturbabile, la raccontava. Ha spiegato come già a otto anni abbia dovuto abbandonare la madre e il paese natio per poi giungere con il padre in Francia, senza conoscerne la lingua e senza sapere come andare avanti. Sopravvissuto, quattro anni dopo è riuscito, sebbene fosse in pratica un immigrato clandestino, a diventare un campione di scacchi senza aver ancora compiuto dodici anni. Il mio intuito da regista mi ha suggerito allora che avrei dovuto farne un film".

"Da un punto di vista cinematografico, la storia di Qualcosa di meraviglioso è straordinaria", ha proseguito Martin-Laval. "È allo stesso tempo fiaba e dramma sociale. La possiamo seguire attraverso il suo stesso punto di vista, quello di un bambino che, brutalmente allontanato dalla madre per andar via da un paese in cui era destinato a morte sicura, è in grado di uscire dall'inferno e risorgere grazie agli scacchi. Non avevo mai realizzato un film drammatico e per Qualcosa di meraviglioso ho deciso di osare. Sono un regista ma sono anche un padre. Nella vita, nulla mi infastidisce più delle ingiustizie o dei soprusi gratuiti ai danni dei bambini. La storia di Fahim continua ancora oggi a scuotermi, soprattutto quando mi rendo conto che forse anch'io ho avuto modo di incontrare lui o suo padre, nei posti in cui vendeva rose o in quelli in cui dormivano, e di non prestare loro la giusta attenzione. Dico a me stesso che questo film è, nel mio piccolo, un modo per liberarmi del mio senso di colpa e di richiamare l'attenzione sul destino dei richiedenti asilo, individui che nella maggioranza dei casi sono minacciati di morte nel loro paese".

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Il cast

A dirigere Qualcosa di meraviglioso è Pierre-François Martin-Laval, regista, attore e sceneggiatore francese. Nato a Marsiglia nel 1968, all'età di vent'anni ha cominciato a studiare recitazione sotto la direzione di Isabelle Nanty ed è frequentando i suoi corsi che ha modo di conoscere Marina Foïs, Élise… Vedi tutto

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