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Maleficent: Signora del Male

Regia di Joachim Rønning vedi scheda film

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La recensione su Maleficent: Signora del Male

di Marco Poggi
7 stelle

La cena fra i futuri sposi Filippo e Aurora, che si svolge al castello dei genitori del principe dov'è presente anche Malefica come madrina della principessa, degenera quando l'ex-strega, apparentemente, avvelena il re. Angelina Jolie torna a indossare le corna e le ali della strega dopo il successo di "MALEFICENT".

La cena fra i futuri sposi Filippo e Aurora, che si svolge al castello dei genitori del principe dov'è presente anche Malefica come madrina della principessa (Elle Fanning), anzi regina della Brughiera, degenera quando l'ex-strega, apparentemente, avvelena il re. Angelina Jolie torna a indossare le corna e le ali della strega de "La bella addormentata nel bosco", sempre seguendo le tracce del film precedente del 2014, fra complotti fiabeschi, esseri alati come Malefica (che si dividono fra pacifisti e guerrafondai e che, in volo, ricordano taaanto gli uomini falco di "FLASH GORDON" di Alex Raymond, anzi di Mike Hodges del cine-fumetto fantascientifico del 1980), principesse da salvare (c'è forse da dire il nome di quella sventurata principessa?) e una guerra fra umani e fate (voluta dagli uomini) da impedire. Meno riuscito di "MALEFICENT", che aveva la bella novità di ribaltare una cine-fiaba invecchiata troppo, rispetto all'originale del 1959, è comunque un intrattenmento magico e gustoso, grazie anche alla "regale" presenza di Michelle Pfeiffer, che, con i suoi sessant'anni suonati rivaleggia in bellezza con la Jolie. Il trailer farebbe intendere un ritorno alla cattiveria di Angelina/Malefica,. ma se si guardano attentamente certi primi piani, il cattivo è un altro e lo fa intendere da subito. Angelina Jolie, poi per un pò scompare, per dare spazio alle altre due attrici del film (più la misteriosa Pfeiffer che la scontata e solare Fanning) e per permettere che il popolo alato e cornuto si presenti in pompa magna. Il film nasconde il messaggio non proprio criptico dell'accettazione del diverso (le fate, gli esseri magici e gli uomini alati, i soldati adro-americani di un regno che dovrebbe essere caucasico al 100%) e del non giudicare un libro dalla copertina (Malefica è sì una darkettona a cui piace vestire di nero, ma non tutte le donne che vestono di nero sono cattive, prerché c'è chi è peggio di loro e trama nell'ombra...ma non così nell'ombra). Siamo si livelli della fiaba per bambini alla "FATAGHIRO'" con più soldi (ma non il primo, ma i sequel, dove chi è stato cattivo nella stagione precedente e si redime perché c'è un cattivo più cattivo di lui/lei). ma non ci spunto sopra, anzi. Quanto alle metamorfosi e alla vera natura di Malefica...beh, questa è una fiaba riscritta per bil cinema ed è giusto che ci si passi sopra a certe "frivolezze".  

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