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Glass

Regia di M. Night Shyamalan vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Glass

di CineNihilist
7 stelle

L'hype che avevo per questo film era indescrivibile dato che rappresentava il culmine di 19 anni di storia di una trilogia informale iniziata con Unbreakable (2000) e proseguita poi con Split (2016), in cui si indagava sul concetto di superomismo e sull'influenza pop dei fumetti nel mondo reale.

 

Unbreakable (2000) - Media Reject

Split-Movie-Poster - Taxidrivers.it

 

La reinterpretazione realistica ma allo stesso tempo soprannaturale/grottesca di questi temi, dava un tocco autoriale al genere cinecomic/supereroistico, e Unbreakable ne rappresentava il suo precursore moderno dove si assisteva alla genesi del supereroe grazie alla figura del villain che attraverso dubbi esistenziali e drammi familiari, donava alla pellicola venature filosofiche e riflessioni sulla vita stessa e di come quest'ultima potesse concepire esseri umani fuori dall'ordinario.
Questo discorso complesso sul genere supereroistico veniva così ripreso a sorpresa in Split, che apparentemente sembrava un classico thriller su un maniaco affetto dal disturbo dissociativo dell'identità che rapiva ragazzine, ma che nel corso della pellicola veniva messo in discussione da un'argomentazione psicologica-fantascientifica che trovava conferma nell'atto finale del film con la personalità della Bestia, un essere sovrumano immune al dolore e con un'agilità e riflessi tipici del regno animale.
L'anello di congiunzione tra questi due film pseudo supereroistici risiede perciò nel plot twist finale di Split, dove vediamo David Dunn, supereroe di Unbreakable, commentare i crimini della Bestia, ponendo le basi per un crossover inaspettato ovvero Glass, titolo che coincide con l'alter ego di Elijah Price, il villain di Unbreakable.

 

See it first. Register online now to see GLASS - Priority

 

L'attesa per questo confronto tra questi tre personaggi carismatici con alle spalle due filmoni del genere era perciò abbastanza attesa dai fan del regista M. Night. Shyamalan (autore della trilogia) visto che le premesse erano più che promettenti.
Soprattutto in questa decade dove ormai i cinecomics regnano sovrani al Cinema che omologando il genere e saturandolo, ha portato tantissime persone a voler vedere un cinecomic differente dalla solita minestra mainstream delle major.
Condividendo questa logica di pensiero e avendo apprezzato i precedenti due film, non potevo che attenderlo con immensa gioia questo capitolo finale, ma che dopo la visione mi sono trovato inevitabilmente in mezzo a due binari completamente opposti tra loro: la stroncatura della critica e l'apprezzamento del pubblico.

 

Il dubbio, l'aspettativa esaltante, le recensioni positive e negative e l'ambiguità di M. Night Shyamalan, hanno inciso fortemente sul mio giudizio nei confronti del film che per quanto concettualmente mi sia piaciuto, trovo la sua esecuzione riuscita soltanto a metà.

 

Tales of extraordinary beings take spotlight on M. Night Shyamalan's Glass  | BusinessMirror

 

Il problema maggiore infatti, si evidenzia nella gestione della trama, che se nel primo atto aveva un incipit intrigante incentrato sulla ricerca della Bestia da parte di David Dunn, si arena nel secondo atto nell'istituto psichiatrico dove si punta sull'introspezione dei 3 superumani ritenuti psicologicamente instabili, che a tratti mette in dubbio i poteri di quest'ultimi, ma che allo stesso tempo scade in dialoghi e riflessioni fine a sé stesse che già si erano affrontate nei precedenti film.
L'utilizzo dell'istituto psichiatrico come mezzo di introspezione psicologica ed elemento di sfida per i 3 protagonisti a tratti funziona se lo si osserva banalmente da un punto di vista fumettistico, ma se lo analizza in un contesto realistico, pecca in molti risvolti narrativi forzati, volti unicamente a proseguire una storia che stenta a voler partire.

 

Oltre alla malagestione del corso degli eventi del secondo atto, l'uso dei personaggi risulta anch'esso penalizzato, dove si privilegia la presenza quasi macchiettistica dell'Orda con tutte le sue molteplici personalità a discapito di personaggi secondari inseriti a forza nella narrazione, ma che dovevano ricoprire un ruolo fondamentale nelle vicende dei tre superuomini.
Lo stesso David Dunn che doveva ricoprire il ruolo di supereroe benevolo nella trama, viene messo in secondo piano senza quasi nessun approfondimento psicologico, riemergendo solamente alla fine del film per ricoprire una figura muscolare generica.
Mr. Glass d'altro canto, risulta abbastanza credibile grazie all'interpretazione di Samuel Jackson, e l'ideazione del suo macchiettistico piano diabolico seppur con qualche forzatura, risulta consono e in linea con la sua geniale e malata mente criminale che sfrutta sapientemente le potenzialità della Bestia.

 

James McAvoy, Samuel L. Jackson

Glass (2019): James McAvoy, Samuel L. Jackson

Bruce Willis

Glass (2019): Bruce Willis

 

Il potenziale sprecato di questi personaggi inizialmente carismatici grazie alle loro corrispettive pellicole di origini, è imputato ovviamente alla mancanza di una vera e propria atmosfera che potesse amalgamarli nel loro scontro, e la sceneggiatura non sa se prendere una piega da classico cinecomic o puntare sul classico thriller alla Shyamalan.
Questo dualismo abbastanza problematico emerge perfettamente nel personaggio della psichiatra Ellie Staple che cerca di studiare e disilludere i 3 superumani attraverso dialoghi e azioni che si alternano tra ingenue banalità e interessanti spunti di riflessione. Il suo dubbio ruolo nell'istituto psichiatrico si riflette anche nella gestione della struttura che sembra sguarnita di personale sia medico che militare in apparenza, come se il regista decidesse quando e come farli apparire durante le riprese sul set, rendendo le loro apparizioni innaturali agli occhi dello spettatore.

 

Sarah Paulson

Glass (2019): Sarah Paulson

Samuel L. Jackson, James McAvoy, Bruce Willis

Glass (2019): Samuel L. Jackson, James McAvoy, Bruce Willis

 

Questi difetti si riflettono soprattutto nel terzo atto che vede lo scontro fisico e psicologico tra i tre protagonisti, che seppur emozionante e carico di tensione, vede reazioni e posizionamento delle forze dell'ordine assai discutibili da un punto di vista tattico-strategico nel contenere la minaccia dei superumani.
Nonostante questi piccoli nei, il finale anti-climatico e anti-spettacolare che subiscono i nostri 3 protagonisti fuori dall'ordinario, assume un grande significato nella scena finale del film e il messaggio che Shyamalan vuole mandare agli spettatori è abbastanza profondo ed evocativo.

 

James McAvoy

Glass (2019): James McAvoy

Samuel L. Jackson

Glass (2019): Samuel L. Jackson

Bruce Willis

Glass (2019): Bruce Willis

Glass (2019)

 

Insomma, M. Night Shyamalan ancora una volta dimostra di essere un regista talentuoso pregno di una grande autorialità e sensibilità artistica, ma che purtroppo è altalenante perché soffre delle sue stesse ambizioni anche in termini di budget,
Questa sua peculiare caratteristica lo porta perciò a produrre grandi pellicole come Il Sesto Senso, The Villlage, The Visit, Unbreakable, Split, ma allo stesso tempo ciofeche come L'ultimo dominatore dell'Aria e After Earth.
Questo dimostra come con budget ristretti riesca a dirigere grandi film thriller d'atmosfera proprio come il suo maestro di riferimento Alfred Hitchcock, mentre invece con grandi budget debba adattarsi a film d'avventura e d'azione che sono ovviamente al di fuori della sua portata.

 

M. Night Shyamalan

Glass (2019): M. Night Shyamalan

 

Glass rappresenta dunque tutte queste contraddizioni del regista, che sull'onda del successo della sua rinascita dopo vari blockbuster falliti, prende in mano una macrotrama che concettualmente gli era chiara, ma che frettolosamente o ingenuamente ha trasposto.
Ovviamente con una grande perizia tecnica, ma con una mancanza di veduta nella sua esecuzione che, tra venature blockbusteriane action tipicamente da cinecomic commerciale e poetica d'autore, ha generato una trama confusa e inutilmente cervellotica.
Non una degna conclusione per la trilogia informale di Shyamalan, ma che ugualmente ho accettato per la sua concezione teorica che gli è dietro che ha comunque regalato due perle del cinema contemporaneo.

 

Voto 7

 

Glass (2019) - Posters — The Movie Database (TMDb)

 

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