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Maria Regina di Scozia

Regia di Josie Rourke vedi scheda film

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alan smithee

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La recensione su Maria Regina di Scozia

di alan smithee
5 stelle

Lo storico dualismo/rivalità tra regine che caratterizzò ed influenzò i destini di un regno retto da Elisabetta I, figlia di Enrico VIII, e rese la vita di Maria Stuarda, regina di Scozia (1542/1567) e poi regina consorte di Francia (1559/1560), un vero e proprio drammatico e concitato romanzo esistenziale, è sempre stato veicolo per celebrare la bravura delle due attrici-star chiamate a trasporle sullo schermo.

Interpretò la Stuarda Katharine Hepburn nel 1936 (Maria di Scozia), mentre Bette davis fu Elisabetta nel 1939 ne Il conte di Essex, ma certamente è impossibile non ricordare (per chi l'ha visto), il dualismo sopraffino rappresentato nel 1971 in "Maria Stuarda Regina di Scozia" dalla presenza di Vanessa Redgrave (Maria) e Glenda Jackson (Elisabetta), per la regia del non troppo noto ed eccelso, ma professionale Charles Jarrott.

Non ritengo ci fosse una esigenza imminente di una nuova, aggiornata, riveduta ed adeguatamente (o spudoratamente) corretta trasposizione della nota contesa storica che divise due stati all'interno di uno stesso paese geografico.

La versione di Josie Rourke, regista teatrale al suo esordio nel lungometraggio, appare sontuosa, forte di riprese e vedute aeree suggestive, di costumi sgargianti, trucco e parrucco perfetti ed in grado di rendere la prova delle due artiste impegnate nei rispettivi ruoli, di fatto una interpretazione di tutto rispetto.

Saoirse Ronan non sbaglia o quasi una parte, ed appare tenace e temeraria come da necessità di ruolo, assai credibile nel tradurre l'irresistibile brama di potere che rende una donna esile e apparentemente debole, una furia in grado di far tremare una intera corte, ed il suo trono vacillante e messo più volte in discussione, anche da problematiche oggettive legate all'ereditarietà del titolo.

Da canto suo, Margot Robbie, attrice altrove sempre bellissima, ma che qui si fatica a riconoscere con quel naso aquilino devastante, che tuttavia appare credibile, tiene testa alla collega con una tenacia che rende credibile la rivalità testimoniata dai libri di storia attorno alle due eredi al trono e cugine.

Scelte di cast un po' avventate o coraggiose (il famoso paggio di Maria, dato per italiano d'origine, è interpretato da un attore sfacciatamente latino-americano, per non parlare dei consiglieri di colore), capigliature (soprattutto maschili) un po' troppo alla moda (attuale), episodi di fantasia messi in mostra come segreti e di fatto frutto di fantasie mai comprovate, non fanno che contribuire a rendere l'operazione un esemplare caso di prodotto commerciale pensato per accontentare le platee, più che gli esperti od appassionati di storia.

E l'uscita quasi concomitante con un altro film in costume come La Favorita (ben superiore al presente sotto ogni punto di vista), ambientato in un periodo successivo, ma non lontanissimo, spingono a nutrire ancora più riserve nei confronti di questa furba opera in costume, che tuttavia raramente risulta spingersi oltre i limiti dell'accettabile, e che punta con furbizia e malizia sul coté feuilleton intriso di erotismo in svariate sfaccettaure, anche omosex, dando vità ad un rutilante fumettone storico in grado di lasciarsi seguire senza troppo impegno cerebrale, ma senza nemmeno annoiare.

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