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Ore 15:17 - Attacco al treno

Regia di Clint Eastwood vedi scheda film

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La recensione su Ore 15:17 - Attacco al treno

di mm40
4 stelle

21 agosto 2015: tre amici americani in vacanza a Parigi salgono sullo stesso treno su cui un terrorista ha deciso di fare un attentato. Lo immobilizzano e vengono premiati con la Legion d’onore.

L’episodio è noto, è un fatto di cronaca avvenuto nel corso dell’estate del 2015: un terrorista sale armato su un treno parigino e, prima che possa sferrare il suo attacco, viene coraggiosamente affrontato e messo in condizione di non offendere da parte di tre turisti americani, Spencer Stone, Anthony Sadler e Alek Skarlatos. Da quel fatto i tre protagonisti ricavarono una Legion d’onore, conferita istantaneamente loro da Hollande, e l’ispirazione per un libro autobiografico – scritto con Jeffrey E. Stern – che dettaglia quell’epica giornata dal loro esclusivo punto di vista. Rapidamente Clint Eastwood decide poi di trarne un film e, dopo qualche scelta di casting poco convincente, opta per i veri Stone, Sadler e Skarlatos nelle parti di loro stessi. Il risultato può essere vincente, date le premesse, dal punto di vista prettamente emotivo, così come nulla si può obiettare sulla messa in scena formale e pulita del lavoro intero; certo però che tirar fuori quasi cento minuti di pellicola da un fatto nella realtà durato pochi minuti, non è affatto semplice. Come si fa? È molto semplice: la sceneggiatura di Dorothy Blyskal la prende non da lontano, ma di più: racconta dei tre protagonisti fin da bambini, dell’amicizia che indissolubilmente li lega e dei trascorsi scolastici, nella squadra di basket locale, nel servizio militare e via dicendo; dopo un’oretta circa di chiacchiere è la volta delle cartoline dall’Europa, a quanto pare necessarie per illustrare la vacanza che ha portato i tre a Parigi su quel treno. Tuttavia non è chiarissimo il motivo per cui occorra soffermarsi così a lungo sui soggiorni a Venezia o ad Amsterdam, quando appunto il fulcro della narrazione è ambientato immediatamente dopo in un’altra città. Ma tant’è. Con tali premesse va da sé che il ritmo riesce claudicante e la tensione dell’ultima parte pare addirittura eccessiva, dopo tanto blando ciondolare. Presumibilmente si può concludere che questo potrebbe essere un lavoro meno personale per Eastwood, che pure lo produce e quindi non è qui per operare semplicemente su commissione; eppure il suo marchio traspare inequivocabilmente nei richiami alla religione cristiana e al patriottismo. Fra gli altri attori: Judy Greer, Jenna Fischer, Thomas Lennon, P. J. Byrne. 4,5/10.

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