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Il venerabile W.

Regia di Barbet Schroeder vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Il venerabile W.

di zombi
8 stelle

l'uomo che vuole farsi divinità per fini propriamente terrestri è un goblin che viene dal lerciume, vive nel lerciume e incanta con fuochi d'artificio, ma ben presto rivela tutto il suo lerciume di goblin

non può esserci la realizzazione della via al buddismo attraverso la violenza.

quindi tutto ciò che viene affermato, ascoltato e documentato da barbet schroeder direttamente dalle parole di wirathu, non possono essere parole destinate al bene.

smentite da un contraddittorio in controcampo, ma non in diretta, le parole che escono dalla bocca del venerablle wirathu, sono parole che esprimono la volontà al totale annientamento dei musulmani su suolo birmano.

solo la comunità internazionale si sta muovendo per interrompere un genocidio che ha come unico scopo quello di difendere la razza e la religione secondo le parole del venerabile wirathu, ma con un significato che lui stesso provvede a spiegare, per evitare che i musulmani invadano e imbastardiscano il popolo birmano.

l'occhio di schroeder inquadra e documenta, anche mediante immagini tremende che semplicemente riprende dai giornali.

i contraddittori e la petite voix di bulle ogier ci dicono dei massacri sullo stile dei nazisti, 100 musulmani per un buddista, nati dai sermoni che wirathu fa in giro per il paese prendendo sempre più piede e sempre più potere.

ma non è tanto il delirio di onnipotenza che esce dalle parole del venerabile, benchè monaco...

a destabilizzare sono i monaci giovani che studiano i valori buddisti, per cui solo con l'amore si possono risolvere i problemi, rifiutando anche l'uccisione degli animali, per poi vederli applaudire ai sermoni pieni di odio del maestro wirathu.

e non c'è veramente nessuna differenza con i vari dittatori sanguinari che in nome della purezza della razza  o dell'interesse del popolo sovrano soverchiato dagli zar o da tutto ciò che è vecchio, non si fanno scrupoli a visitare i villaggi rasi al suolo dal fuoco, e dall'odio verso mucchi di persone ammazzate a sprangate.

la petite voix continua a ripetere che l'odio non può che scatenare altro odio, e che solo l'amore può combattere e vincerlo, alla luce dell'indifferenza  del premio nobel e consigliere di stato aung san suu kyi che ben dovrebbe sapere cosa significhi essere perseguitata.

schroeder ha cercato di mostrarci cosa ci sia di venerabile nelle parole di un monaco che attraverso parole di amore fomenta odio e incita all'assassinio, nello sguardo di un uomo che attraverso la meditazione avrebbe dovuto raggiungere un alto livello di realizzazione di sè verso la via della pace e dell'amore, e che invece proprio quello sguardo che nascondeva qualcosa di inquietante e rabbioso, esce in tutto il suo terrore in uno degli ultimi interventi filmati, in cui il suo viso si trasforma come in un film dell'orrore in un demone dell'odio.

"solo l'amore può vincere", ma tutto ciò che fa presagire il film è tutt'altro, anche e soprattutto attraverso uno sguardo ad una prima visione frettolosa amorevole, e invece perso dentro ad una falsa dottrina intrisa di odio.

mi ha ricordato pazuzu ... prima gentile e di buone maniere, e quando viene messo alle strette da padre karras, vomita tutto il suo marciume,

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