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Sotto gli ulivi

Regia di Abbas Kiarostami vedi scheda film

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La recensione su Sotto gli ulivi

di ripley77
8 stelle

Emanuela Martini,Cinema al cinema,Film Tv : Arriva in Italia con due anni di ritardo l'ultimo film,bellissimo,di Abbas Kiarostami,maestro iraniano di una sorta di neorealismo poetico,capace in eguale misura di ironia e consapevolezza,di pietà e rigore.Famoso soprattutto per due titoli,"Dov'è la casa del mio amico?" del 1987 e "E la vita continua" che ha diretto nel '92,tornando dopo il terremoto del '90 sugli stessi luoghi e personaggi del film precedente,Kiarostami con "Sotto gli ulivi" prosegue il suo percorso sugli intrecci imprevedibili (e spesso impercettibili) tra realtà e cinema e sulla loro incidenza reciproca.La storia personale del regista con la lavorazione di "E la vita continua",si incrocia con quella di una comparsa di quel film,il giovane Hossein,che è innamorato di Tahereh,una delle interpreti del film,che l'ha rifiutato perchè pvero e analfabeta.Ma Hossein non demorde e,sotto l'occhio della macchian da presa,continua a proporsi a Tahereh.Raccontata così,sembra una struttura complicatissima.Ma Kiarostami ha dalla sua una impagabile leggerezza di tocco e la capacità di trasformare avvenimenti all'apparenza banali della vita vera(e di un set vero)in materiale romantico,ironico,addirittura carico di tensione:i provini,i gerani,il caffè che puntuale Hossein porta e riporta a Tahereh,il ripetersi delle riprese che sottolinea l'instancabile ripetizione della proposta di matrimonio di Hossein,La storia di amore dentro il film si dilata e cresce,finchè i due,nella seconda parte,si impossessano del centro della scena:Tahereh con il suo silenzio scontroso,ruvido e irresistibile,e Hossein,innamorato,tenace e sordo a qualsiasi maleducazione.Finchè nell'ultima sequenza,succede qualcosa:Tahereh se ne va e Hossein le va dietro,sotto gli ulivi,in mezzo ai campi;la macchina da presa non li abbandona,ma sono sempre lontani e quando lui la raggiunge non sentiamo quello che si dicono,vediamo solo Hossein che torna indietro,correndo,quasi saltando.Immaginiamo(o ci auguriamo) un lieto fine.Kiarostami non l'ha voluto rivelare,ma (fosse anche solo finzione)l'ha certamente creato.

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