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The Killer

Regia di John Woo vedi scheda film

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La recensione su The Killer

di sasso67
4 stelle

A parte qualche somiglianza nel ritmo azione violenta - pausa sentimentale, c'è una grandissima differenza tra i film di John Woo e quelli di Kitano. I personaggi di Woo sono marionette verbose con psicologie pressoché pari a zero, che si muovono in parossismi di violenza dove sovrabbondano proiettili e cadaveri. Quelli di Kitano parlano solo quando è (a volte meno del) necessario, anche se talvolta la loro violenza è perfino più sadica di quella dei loro omologhi hongkonghesi. A parte questo, va detto che le scene d'azione sono girate alla grande, ma è l'insieme del film che vale poco, a patto di non essere fanatici di videogames sparatutto ed a patto di non accettare supinamente il meccanismo per cui i protagonisti più vengono crivellati di colpi più diventano scattanti. A mio modesto parere il miglior film di John Woo resta il primo "A Better Tomorrow" che, a parte l'importante dote dell'originalità, poteva vantare un substrato motivazionale che in seguito il regista non avrebbe più saputo trovare. In questo "The Killer" è francamente stancante il tema ricorrente dell'ammirazione del poliziotto per il solitario criminale d'onore, contrapposto agli altri criminali organizzati e senza scrupoli. Qui addirittura si ammanterebbe l'attività criminale del protagonista di buoni sentimenti, avendo accettato il "lavoretto" per aiutare una cantante diventata cieca per colpa sua. Ma c'è di peggio: con le sparatorie nelle quali vi sono uomini (qui tutti in tuta bianca, per distinguerli meglio) che muoiono come mosche, i protagonisti, buoni o cattivi che siano, o anche un po' buoni e un po' cattivi (questo è il massimo della psicologia che Woo riesce ad esprimere), passano attraverso le pallottole come semidei o, anche quando sono colpiti, continuanao a saltare come grilli e ad uccidere i malcapitati nemici. Questo mi sembra sottendere un'ideologia superomistica che perfino i film americani più reazionari non hanno mai propalato così sfacciatamente. Altro che paragone con Peckinpah, da qui al fascismo il passo è breve.

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