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Lisbon Story

Regia di Wim Wenders vedi scheda film

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La recensione su Lisbon Story

di bradipo68
8 stelle

Saluti da Lisbona.Un po'come una cartolina spedita da Wenders da una delle più belle città d'Europa esplorata non nelle sue attrazioni turistiche ma inquadrata da una prospettiva diversa,quasi a cercare di far respirare allo spettatore l'ossigeno colorato con toni pastello che si respira nella capitale lusitana.Ecco strade,vicoli,quartieri in costruzione,i tram arancioni,i suoni soprattutto che vengono captati dal microfono del tecnico,una colonna sonora variegata e vociante su cui si innestano le magiche note della world music dei Madredeus.Per una volta tanto sembra che Wenders sia tornato indietro nel tempo,quando giovane con i suoi primi film aveva fatto girare la testa a diversi intellettuali.Ma Lisbon Story non è uno sterile esercizio di intellettualismo snob,non è appesantito da inutili sottotesti che hanno zavorrato molte delle sue ultime opere.E'un gioco minimalista e curioso,un film da vedere e da ascoltare serenamente,un film piacevolmente fuori moda perchè si pone al di fuori del tempo,quasi a cristallizzare lo sguardo della macchina da presa,l'unica atta a raccontare la verità pura e cruda:a patto che quelle immagini giacciano non viste,come teorizza il regista al tecnico del suono nell'ultima parte del film.L'artista grazie alla macchina da presa ricrea un proprio mondo,un proprio immaginario trasfigurando la realtà delle immagini attraverso la propria sensibilità.Apparizione preziosa di un ultraottuagenario Manoel De Oliveira che salta e zampetta come uno Charlot di fine millennio(e anche le ultime sequenze sono un chiaro omaggio a Buster Keaton e al cinema muto) e suggestioni,a partire dal cast, che vengono direttamente dai primi film di Wenders,quelli degli inizi degli anni 70, da Patrick Buchau(già ne Lo stato delle cose) per finire a Rudiger Vogler,quasi un attore feticcio di Wenders presente in molti film del regista tedesco in epoche diverse(da La paura del portiere prima del calcio di rigore fino a Così lontano così vicino).Non tutto fila liscio,credo cha sia ai limiti del pleonasmo la storia di affetto e tenerezza,una storia d'amore in fieri,tra il tecnico e Teresa Salguero,la canantante dei Madredeus,ma il film scorre via con leggerezza inaspettata quasi sorprendente in un autore profondo e mai banale come Wenders. L'ultima sorpresa appare sul muro della stanza dove si è accampato il tecnico del suono:una scritta CIAO FEDERICO,un omaggio sentito e spontaneo,ancora più bello perchè inaspettato e che vale più di fiumi di parole senza forma.....

Su Wim Wenders

un ritorno al passato anche nello stile

Su Rüdiger Vogler

bravo

Su Patrick Bauchau

non male

Su i Madredeus

beh come attori...insomma,la musica è notevole

Su Sofia Benard Da Costa

non male

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