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Foglie d'autunno

Regia di Robert Aldrich vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Foglie d'autunno

di luca826
8 stelle

Straziante mèlo di Aldrich, risaputo e accelerato nel finale ma dalla regia e dagli interpreti magistrali. 7,5 FURIBONDO

Aldrich non ancora quarantenne e con alle spalle capolavori decisivi come Vera Cruz e Un Bacio e Una Pistola, allarga il personale curriculum registico con un altro genere, non toccando i vertici sopracitati, tuttavia lasciando intravedere dei margini di miglioramento notevoli. Dunque, il campo è quello del mélo dai contorni furibondi, dove i caratteri non riescono a controllare i sentimenti, arrendendosi agli istinti senza rendersi conto del destino avverso. Ed è qui che la storia 'aggancia' lo spettatore, con i grandi elementi del genere, 'ripulendo' lo sguardo dai freni inibitori sociali (commovente come la zitella Crawford respinge Robertson, vittima prima di tutto di sé stessa) e obbligandoci al confronto nell'autocritica esistenziale (l'amore travolgente NON è controllabile e distrugge le convenzioni!!!). Dal punto di vista puramente espressivo il regista decide di accentuare le inquadrature sul viso della star, un monumento dell'immaginario cinematografico, un totem del mélo che con quegli occhi sbarrati e l'espressione sempre in bilico fra controllo e abbandono totale è il nostro Virgilio della discesa negli inferi delle pulsioni masochistiche del rapporto di coppia. A sottolineare la tensione del testo, le riprese diventano oblique, nervose, associate ad una fotografia in b/n (firmata dal mitico Charles Lang) contrastata e carica capace di accompagnare il climax dentro la follia degli amanti indifesi e incapaci di difendersi dalla negatività dell'altro. Benché la sceneggiatura colga nel segno, purtroppo il finale troppo facile e accomodante è stato per me una mezza delusione. Avrei concluso con un pessimismo dilagante, proseguendo la traiettoria del plot verso una tragedia ineluttabile, al contrario il film incontra un concetto di amore salvifico (elemento comunque coerente nel genere), l'amaro in bocca rimane... Aldrich ciò nonostante si conferma uno dei più esaltanti directors americani del secondo dopoguerra.

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