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Justice League

Regia di Zack Snyder vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Justice League

di solerosso82
4 stelle

Bruce Wayne alias Batman (Ben Affleck) e Diana Prince (Gal Gadot), recentemente rivelatasi al mondo come Wonder Woman, riuniscono un team di metaumani per contrastare una nuova, pericolosa minaccia proveniente da un universo lontano. Tra i nuovi eroi, il velocista Barry Allen (Ezra Miller), Victor Stone (Ray Fischer), un’ex promessa del football riportata in vita da una tecnologia aliena sottoforma di cyborg, e, infine, Arthur Curry (Jason Momoa), un semi atlantideo nascosto in un villaggio perduto di pescatori islandesi. Riusciranno a salvare il mondo senza Superman (Henry Cavill)?

 

Dieci anni di attesa, da quel Justice League Mortals (2007) di George Miller annullato a pochi giorni dal primo ciak, passando per una quantità indefinita di script cancellati, il progetto sulla celebre squadra di supereroi della DC comics (nata sulle pagine di The Brave and the Bold nel marzo del 1960 su idea di Gardner Fox) arriva al cinema con un film in ritardo massimo rispetto le concorrenti Marvel. Originariamente diviso in due parti, le riprese iniziate da Zack Snyder su sceneggiatura di Chris Terrio (con il precedente Batman v Superman ancora nelle sale in un clima tutt’altro che positivo da parte di critica e pubblico) hanno da subito smorzato la “grandeur” melodrammatica della precedente pellicola, culminando a pochi mesi dall’uscita nelle sale con una lunga sessione di riprese aggiuntive scritte e dirette da Joss Whedon (dopo l’abbandono di Snyder dovuto a divergenze creative con lo studio e accelerate da un tragico lutto familiare, la morte della figlia del regista).

Whedon, da una parte, dona efficacemente brio ai rapporti tra i protagonisti, giocando ora brillantemente con i conflitti caratteriali come nel suo primo, fortunatissimo successo per la Marvel, The Avengers (geniale, a suo modo, la battuta di Superman a Batman “Tu sanguini?” con un rimando al precedente film, esilarante la confessione di Aquaman sottoposto al lazo della verità, sensuale la tensione aggiunta al rapporto tra Bruce e Diana), dando però poi sfogo alla sua misoginia incontrollabile (“A me non serve la spada” ricorda Batman a Diana, costretta a ricambiare con un sorrisino molto compiaciuto la gaffe di Flash capitombolato con la faccia sulle sue tette) o a riproporre, con Superman, una pacchiana caricatura del personaggio interpretato a suo tempo da Christopher Reeve. Dall’altra svolge il lavoro commissionato senza il tempo e i mezzi idonei per offrire un prodotto di qualità: il montaggio finale, ridotto a meno di due ore, offre un prodotto usa e getta di fattezza televisiva, con scarsissimi effetti visivi. Snyder, mai stato così anonimo alla regia, riesce, a differenza di Whedon, a creare un paio di scene memorabili (la battaglia nelle fogne di Gotham e il ritorno di Superman). Su di lui pesano però la scelta estetica dell’abominevole look del villain (Steppenwolf, nei fumetti da sempre con fattezze umane, qui doppiato e interpretato in mo-cap da Cirian Hinds) e la sua infima caratterizzazione.

Mostro a due teste di indecifrabile paternità registica, pellicola “deforme” come il volto a tratti quasi irriconoscibile di Henry Cavill costretto a rigirare la quasi totalità delle proprie scene con i baffi (rimossi in post con risultati molto discutibili) per l’impegno dell’attore sul set di Mission Impossible 6 (interrotto poi, quasi per un tragico scherzo del destino, in seguito all’infortunio di Tom Cruise, quando l’attore inglese aveva ormai completato la sua parte), nel tritacarne delle scene cancellate e rigirate ne hanno fatto maggiormente le spese i personaggi di Superman, Aquaman e, soprattutto, il Cyborg. Tagliati i camei di William Dafoe (l’atantideo Vulko), John Cleese, Kiersey Clemons (Iris West, la fidanzata di Flash). Il lungo prologo con l’epica battaglia ambientata agli albori dell’universo DC ridotto a una manciata di secondi di flashback. Abbondantemente rigirata da Whedon la zuffa subacquea di Aquaman, eliminata quella sull’isola dei pescatori tra paredemoni e atlantidei che coinvolgeva Amber Heard nel ruolo dell’atlantidea Mera. Resta come concepita da Snyder la battaglia delle amazzoni, con il ritorno dell’intero cast di modelle, stunt e body builder agli ordini di Connie Nielsen (la Regina Ippolita) ammirate in Wonder Woman di Patty Jenkins. Il volto di David Thewlis ha sostiuito in post quello del culturista Nick McKinless nel ruolo di Ares. Jessie Eisenberg riprende il ruolo di Lex Luthor nella scena post-credit girata da Snyder che introduce Deathstroke (interpretato da Joe Manganiello), ovvero il villain del cancellato The Batman, lo standalone sull’uomo-pipistello scritto e diretto da Ben Affleck (poi affidato a Matt Reeves e ulteriormente posticipato). Meno ridimensionato il ruolo di Joe Morton (Silas Stone, padre di Victor), mentre ricompaiono ancora Jeremy Irons, Diane Lane e Amy Adams. Camei per Billy Crudup (il papà di Barry), Julian Lewis Jones (Re Atlan di Atlantide). J. K. Simmons esordisce infine come Commissario Gordon.

Danny Elfman, chiamato da Whedon a sostituire Junk X-L, ricicla, in pieno delirio di presunzione artistica, le musiche originariamente composte per i Batman di Tim Burton, la fanfara di John Williams dei Superman anni ’80, mentre per il tema principale copia di sana pianta quello da lui stesso ideato per The Avengers

Snobbato in massa dal pubblico americano, i 657 milioni al botteghino mondiale sono troppo miseri per le ambizioni e il budget (ancora, spropositato, nonostante i tagli iniziali e il riutilizzo dei set di Animali Fantastici presso i teatri di posa di Leavesden a Londra): flop che mette in dubbia sorte i destini di questi personaggi sul grande schermo a breve termine, fatto salvo che Patty Jenkins (Wonder Woman 2) e James Wan (l’imminente Aquaman) possano bypassarlo.

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