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Povere Creature emancipate! Al cinema tra viaggio e realtà #3
di cantautoredelnulla
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Bella Baxter torna per l'ultima volta a stimolare un confronto tra il suo viaggio d'iniziazione e altri viaggi che il cinema ci ha raccontato.

 
Che il viaggio iniziatico sia un elemento presente spesso nei film è abbastanza noto. La metafora del viaggio per raccontarci il percorso dell'esistenza umana è qualcosa che già in Dante studiamo e ci accompagna per tutta la nostra esistenza.
 
In Povere Creature! Bella Baxter intraprende un viaggio da Londra a Lisbona, poi alla volta di Alessandria per passare da Parigi e tornare poi all'origine e in questo percorso ci viene raccontata la sua formazione.
 

Scena del viaggio di Bella Baxter. (Photo credit: https://www.filmpost.it/wp-content/uploads/2024/02/povere-creature-6.jpg)

 
Il parallelismo che ho già letto in altri articoli tra Pinocchio e Bella mi sembra più che appropriato. Il burattino nasce già grande esattamente come lei, come lei è inizialmente infantile, ma la sua storia termina quando diventa, nella sua emancipazione, responsabile. Bella invece affronta il viaggio proprio quando ha acquisito già una buona dose di responsabilità verso se stessa e proprio facendosi forte di questa maturità chiede al padre/creatore di essere libera di viaggiare e scoprire.
Se Pinocchio è la fiaba da ragazzi che tutti conosciamo, lo stesso non si può dire di Bella. 
Del resto la sfera sentimentale delle due Creature è completamente diversa. Pinocchio è un bambino e i suoi riferimenti sono la Fata/mamma e il Padre/creatore. Si sforza di essere accettato e sceglie e cresce sbagliando. Bella invece è accettata dalla società semplicemente per la sua bellezza e la sua simpatia, è ingenuamente diretta nelle sue considerazioni e sostanzialmente non commette errori. In linea con l'idea di Frankenstein lei è un essere dotato di maggiori poteri e di maggiore forza, al contrario di Pinocchio che è debole sia intellettualmente che fisicamente.
 

Roberto Benigni

Pinocchio (2002): Roberto Benigni

Scena da Pinocchio di Roberto Benigni (2002)

 

La fragilità di Pinocchio però permette al burattino nel suo viaggio di trovare un amico e di crescere maturando una coscienza che gli permetta di autodeterminarsi. Mi era piaciuta particolarmente la scena finale del Pinocchio di Benigni in cui l'anima libera e ribelle del burattino si sdoppiava dal bambino ormai maturo e portava avanti la sua storia da sola. Bella invece nel suo viaggio in un mondo più sconfinato trova il modo di autodeterminarsi e affermarsi attraverso il desiderio di conoscenza e la cultura. 
Nel viaggio in transatlantico inizialmente Bella è una giovane donna aristocratica, semplice e superficiale, ma vedere i poveri ad Alessandria la cambierà drasticamente. L'evento traumatico le farà cambiare prospettiva e farà sì che lei decida di trovare una strada di autoaffermazione che si affranchi dalla propria posizione privilegiata. Ma potremmo dire lo stesso di Pinocchio il quale vede il proprio amico Lucignolo trasformarsi in asino e lui stesso conosce la condizione dura a cui si è sottoposti quando si è asini. Pinocchio sbagliando molto conosce in realtà diverse volte l'umiliazione che la società gli infligge. E se Bella nella prostituzione trova un suo interesse scientifico che allontana da lei la condizione psicologica di sottomissione, Pinocchio invece nell'essere legato come un cane o a fare l'asino di un circo ci si trova costretto. Tutti questi eventi portano Pinocchio a decidere di cambiare veramente e gli viene data la possibilità di salvare la vita di Geppetto per redimersi. Bella al contrario dovrà cambiare vita a fronte della morte del suo creatore che non potrà salvare.
 

King Kong combatte contro gli elicotteri (Peter Jackson, 2005)

 
Ci sono moltissime altre Creature che potrebbero offrire spunti sulla crescita dei personaggi, mi vengono in mente Newt Scamander e i suoi animali fantastici, il rapporto tra ET e Elliott o quello tra Falkor e Bastian ne La storia infinita o la relazione tra King Kong e Ann Darrow dove King Kong per esempio diventa simbolo dell'affermazione dell'autodeterminazione nel tragico finale in cui rivendicherà la propria indipendenza e libertà. In maniera meno eclatante anche Bella Baxter persegue lo stesso obiettivo: diventerà medico e non permetterà alla società di imporle una scelta o uno stigma. Entrambi rifuggono il controllo che gli altri vogliono avere su di loro con due metodi diversi, l'uno con la forza e l'altra con la costanza e la cultura. Questa è la potenza del viaggio che affrontano i due personaggi, così diversi e distanti eppure così simili e uniti. 
 
Mi piace poi ricordare come ultimo film il capolavoro sacro e intoccabile di Fleming, Il mago di Oz. La storia è arcinota, lo Spaventapasseri e l'Uomo di Latta sono creature degli esseri umani che si sentono incomplete. Uno si sente stupido, l'altro senza cuore. Eppure il magico viaggio verso Oz li formerà e gli permetterà di scoprire se stessi. E questo avverrà grazie alla relazione con Dorothy la quale a sua volta, sentendosi implicitamente responsabile della riuscita della missione, aiuterà i suoi amici e questo le permetterà di maturare una maggiore conoscienza di sé stessa. Dorothy all'inizio del film è timida e insicura, si annoia e non sa cosa desiderare, non ha prospettiva. Ma nel regno di Oz dimostrerà coraggio, compassione e una grandissima determinazione. Grazie alla relazione con i suoi compagni di viaggio cresce e si emancipa, impara a fidarsi di sé e ad affrontare le sfide con coraggio. Lo Spaventapasseri capirà che la conoscenza non è solo accademica, dimostrerà saggezza, astuzia e intelligenza e l'Uomo di Latta sarà gentile, altruista e affettuoso. Le relazioni intrecciate dei quattro protagonisti e il viaggio che affronteranno li porterà tutti alla stessa consapevole: che le risorse che cercavano e desideravano erano già dentro di loro sin dall'inizio e questo li renderà vincenti, poi forti e sicuri di sé. Allo stesso modo Bella all'inizio già manifesta una vivacità intellettuale e il suo viaggio si ricongiungerà come un cerchio alla casa di partenza. Non sarà "nessun posto è bello come casa mia", ma sarà un ritorno per una nuova affermazione di una nuova matura e definitiva versione di sé.
 

Omaggio al capolavoro di Victor Fleming, Il mago di Oz (1939)

 
Alla fine il film di Lanthimos da cui sono partito devo dire che non mi ha neanche convinto del tutto. Non c'è dubbio che la storia che racconta abbia un grandissimo potenziale, ma tutti i film che ho voluto confrontare con esso hanno saputo farmi sognare di più perché emotivamente più appassionati, più ricchi di pathos e più vicini all'intuizione emotiva. Il pragmatismo di Povere creature!, il richiamo della carne che checché se ne dica è straripante, annoia e risulta troppo ossessivo e esibito perché poco funzionale. 
 
Invece le storie che ho scelto dal passato ho visto che sono tanto diverse, ci raccontano qualcosa che alla base le unisce. Non si tratta semplicemente di un racconto di formazione, ma ci parlano di come sfide e opportunità ci portino a determinare chi siamo. Si tratta di identità, autoaffermazione e libertà. E non gli è servito mostrare per mezz'ora l'attività e le posizioni di una prostituta per raccontarcelo.
 
E quindi attraverso cosa passa la nostra emancipazione? Che cosa ci racconta il cinema fino a Povere Creature e oggi? Il Cinema ci offre una varietà di storie che ci mostrano come il viaggio, le relazioni, l'esperienza condivisa con creature di altro tipo siano catalizzatori per l'emancipazione e la crescita personale. Ci racconta che l'emancipazione passa attraverso la scoperta dell'amore e la conquista dell'autocontrollo sulle nostre pulsioni primordiali come La Bella e La Bestia; attraverso la trasformazione di una gioia iniziale spesso fisica verso una dimensione intellettuale come nel caso di Bella Baxter o Elisa o attraverso la consapevolezza e una maggiore comprensione degli affetti verso gli altri come Kim e l'Uomo di Latta; superando i limiti imposti che abbiamo come Edward per integrarci nella società e scoprire la nostra individualità e unicità e per mezzo della presa di distanza dai pregiudizi; grazie all'innocenza che abbiamo in dote alla nascita e che permette a Bella Baxter e Edward di esplorare il mondo e superare le barriere sociali e a noi di esplorare l'adolescenza per diventare adulti; oppure ancora grazie alla determinazione che ci spinge a raggiungere qualsiasi obiettivo travalicando i limiti della realtà come fa Elisa quando libera la creatura acquatica e si trasforma in creatura a sua volta, o come fa Dorothy per tornare a casa o Pinocchio quando diventa bambino; cercando la libertà e l'amore come la creatura di Frankenstein o King Kong che ci ricordano che quello è il motore che muove tutto l'universo del cinema e dell'immaginario umano; o infine più semplicemente ci racconta che l'emancipazione è semplicemente la scoperta profonda della versione più autentica di noi come fanno i protagonisti di Oz.
 

Un video che ripercorre le scene di grandissime storie che il cinema ci ha regalato

 
Tutte le Creature che ho scelto di raccontare ci dimostrano che l'importante è avere il coraggio di scegliere le sfide della vita, di sfidare con coscienza le regole sociali basate sulla tradizione e non sul buon senso, sul controllo e non la libertà, di usare il pensiero laterale per vedere oltre e di abbracciare le opportunità di crescita che si presentano lungo il cammino che facciamo da camminanti che non sanno dove andare, ma si fanno guidare dalla bussola delle proprie idee e delle proprie aspirazioni personali per diventare protagonisti della propria affermazione di sé.
 
Alla fine siamo legati a quelle creature che ci riflettono o più profondamente al cinema che ce le ha fatte conoscere, sognare, capire e abbracciare. Quindi anche se non mi hai entusiasmato, grazie Povere creature! che mi hai spinto a cercare e ricordare altro per capire, per cercare il fascino che ti mancava, ma che ho trovato altrove!
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