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La ronde - Il piacere e l'amore

Regia di Max Ophüls vedi scheda film

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La recensione su La ronde - Il piacere e l'amore

di alan smithee
10 stelle

MAX OPHULS: RETROSPETTIVA/FESTA DEL CINEMA DI ROMA 2019

Siamo (nuovamente con Ophuls) nella Vienna di inizi '900, ed un affabile e disinvolto io narrante che si concede con navigata verve alla macchina da presa (Anton Walbrook, magnifico), ci conduce - attraverso una metaforica giostra che si staglia tra i panorami pittoreschi della amena capitale - ad incrociare una serie di vicende di coppia e storie amorose, in cui uno dei personaggi viene coinvolto in quella successiva.

Una ragazza di strada si offre ad un militare; costui seduce una soubrette, che a sua volta si fa corteggiare da un ragazzo del ceto sociale alto. Costui diventa poi l'amante di una donna sposata, il cui marito si concede un fleurt con una sarta. Sarà poi costei ad ispirare l'opera di uno scrittore, che si innamora di un'attrice che invece gli preferisce un conte, che a sua volta avrà modo di trascorrere una notte in intimità con la prostituta del primo episodio.

La giostra è completata, il giro di vite è stato eseguito, e Max Ophuls, qui impegnato in uno dei suoi massimi capolavori in cui può contare in un cast di primo livello (tra gli altri si riconoscono gli affezionati Simone Signoret, Serge Reggiani, Danielle Darrieux, Simone Simon, Daniel Gelin, Gérard Philippe), si sbizzarrisce in una rappresentazione elegante e concitata in cui le storie si avvicendano riuscendo a trasferire sullo spettatore quel meraviglioso ed un po' labirintico sentimento ci circolarità in cui le svariate vicende amorose finiscono tutte per confluire.

Forte di scenografie meravigliose e dipinte, ma realistiche di una capitale austriaca dalla bellezza smagliante e vissuta, schietta ma anche fiabesca, e che divengono nel film qualcosa di più che un semplice sfondo di storie di vita che risultano, a loro volta, perfette nei loro concatenamenti utili a rendere coerente un concetto globale di sfericità del pianeta che ci ospita, La Ronde è forse il massimo risultato dello splendido lavoro cinematografico del grande autore tedesco.

Tratto, come alcuni altri capisaldi della cinematografia dell'autore, dall'opera "Girotondo" di Schnitzler, il film vola alto grazie alle sue trovate geniali, al suo ritmo indiavolato, anche grazie all'ironia sorniona e complice con cui esse stesse vengono gestite ed intramezzate, nonché unite, per opera di un sornione burattinaio/direttore della giostra, che diventa a sua volta il regista di una vita che si dimostra pur sempre ironica e piena di sorprese, anche nella drammaticità che contraddistingue il suo tortuoso ed inesauribile percorso.   

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