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Miss Sloane - Giochi di potere

Regia di John Madden vedi scheda film

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La recensione su Miss Sloane - Giochi di potere

di Un tizio
9 stelle

Ero quasi indeciso se vedere il film o no, visto che i commenti tendevano a demonizzare la protagonista in un modo che mi faceva temere un film molto pesante.

 

Un giorno mi sono deciso a guardarlo e devo dire che il film mi è piaciuto moltissimo e la protagonista, pur non essendo un personaggio propriamente positivo, non mi è sembrata peggio di altri personaggi di film simili, anzi, per diversi aspetti è molto migliore.

 

La storia è ben diretta, concepita e recitata, i personaggi sono resi molto bene; tuttavia bisogna dire che la narrazione tende a concentrarsi troppo su Sloane, senza dare sufficiente spessore e approfondimento agli altri personaggi, compresi i suoi antagonisti.

 

Abbiamo qui una donna estremamente professionale, determinata, fredda, calcolatrice e che segue un codice di comportamento tutto suo non sempre coincidente colla legalità, insomma animata da uno spirito simile a quello che spinge i rivoluzionari più fanatici di qualunque causa.

Tuttavia impariamo anche a conoscerla meglio attraverso  alcuni istanti della sua (solitaria) vita privata, conoscerne alcuni segreti, alcune debolezze, vediamo la sua corazza, apparentemente indistruttibile, incrinarsi qualche istante per poi ricomporsi poco dopo e  vediamo le sue manovre, attuate tralasciando i sentimenti, crearle un rispettoso vuoto attorno, tagliarle anche quei minimi accenni di relazioni umane che di tanto in tanto sembravano potersi affacciare.

Insomma è un quadro complesso, umano, in cui molto resta comunque in sospeso, lasciando un senso di mistero.

 

Mi ha stupito che nel film Sloane venga vista come troppo mascolina, una politica femminista, presso cui Sloane cerca appoggio politico, si spinge addirittura a dirle: "ti manca solo il pene".

Eppure, sarò strano io, ma non ho mai avuto nemmeno un momento l'impressione che la sua personalità non fosse femminile, non corrisponderà a molti degli stereotipi spesso associati alle donne ma, ad esempio l'empatia, ho avuto l'impressione che, più che assente, fosse diventata uno strumento, un'arma in più per comprendere chi aveva di fronte, prevederne mosse e reazioni.

Credo invece che diverse donne in settori come la politica o l'esercito potranno finire per sviluppare una vaga somiglianza con lei in maniera abbastanza naturale, seppure esprimendone le caratteristiche in maniera più misurata e senza necessariamente cadere nei suoi tratti più discutibili.

Le donne che sembrano uomini in un corpo femminile le ho viste piuttosto in certi film d'azione o fantascienza... e in questi film altre volte capita invece che le donne siano femminili, ma con un'aria mentalmente disturbata, al punto da far rimpiangere quelle "maschilizzate". A volte mi chiedo come gli adolescenti, cui sono indirizzati molti di quei film, reagiscano a certe rappresentazioni dell'uomo e della donna.

 

Guardando il film non ho potuto fare a meno di pensare a Jane Bodine di all'"Ultimo voto", un personaggio che svolge un lavoro simile (curare le campagne elettorali di candidati politici), ma con una personalità un po' diversa: lei giocava più sporco di Sloane, ha lasciato il lavoro per una crisi di coscienza in seguito alle conseguenze di un suo tiro mancino, viene convinta a tornare al lavoro un'ultima volta e contribuisce con successo all'elezione di un politico sudamericano, sempre giocando sporco.

Poi, a causa del comportamento del candidato che ha fatto eleggere, ha una nuova crisi di coscienza e crea un'organizzazione per lo sviluppo dell'america latina.

Il suo percorso personale ha una svolta netta e più chiaramente positiva, eppure il personaggio mi è piaciuto meno di Sloane, in quanto non solo è meno lucido, ma anche privo di autodisciplina, nella vita privata ancora più che in quella professionale, sebbene sia proprio questo a facilitare la sua svolta finale: il suo sbattere la faccia contro la dura realtà delle conseguenze di ciò che ha fatto, e ciò per cui ha lottato senza riflettere sulle conseguenze, le provoca violenti contraccolpi e svolte di coscienza.

Sloane, invece, colle sue ferree autodisciplina e lucidità, vede sempre (o quasi) quali saranno le conseguenze delle sue decisioni, e decide in piena coscenza quale azione compiere e quale evitare, quale causa fare propria diventare propria e quale rifiutare. Per questo i suoi eventuali cambiamenti sono graduali, quasi impercettibili, frutto di un continuo dialogo interiore.

 

Per concludere il film, a mio modesto parere di persona non appassionata di cinema, meriterebbe giudizi ancora più positivi di quelli (già buoni) che ha generalmente ricevuto.

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