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La grande scommessa

Regia di Adam McKay vedi scheda film

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La recensione su La grande scommessa

di maurizio73
7 stelle

Contro canto (del cigno) dell'ultimo grande inganno della follia speculativa americana, il film dell'irriverente Adam McKay è il racconto corale ed ammiccante dell'eversivo trasformismo del sogno americano ed un divertito abbecedario sugli ineffabili artifici di un'economia finanziaria quale jackpot impazzito di un arricchimento senza regole.

Quando l'eccentrico e riservato gestore di un Edge Fund Michael Burry (Christian Bale) inizia a scommettere con largo anticipo sullo scoppio della bolla speculativa immobiliare che trascinerà nel baratro la finanza e l'economia mondiali, altri due gruppi di investitori indipendenti gli andranno dietro, esponendosi pesantemente con le banche d'affari che quella stessa bolla avevano contribuito ad alimentare. Il rischio di bancarotta è dietro l'angolo come la possibilità di far saltare le fondamenta di un sistema speculativo che non sembra avere nessun rispetto per l'etica e per la legalità.

 

locandina

La grande scommessa (2015): locandina

 

Contro canto (del cigno) dell'ultimo grande inganno della follia speculativa americana, il film dell'irriverente Adam McKay (sodale delle commedie stralunate con Will Ferrell) è il racconto corale ed ammiccante dell'eversivo trasformismo del sogno americano ed un divertito abbecedario per i non addetti ai lavori sugli ineffabili artifici che consentono di trasformare l'universo tangibile dell'economia reale nell'empireo immaginifico di un'economia finanziaria quale jackpot impazzito di un arricchimento senza regole costantemente sul baratro di un default senza precedenti.
Costruito con intelligenza e con sagacia sulla convergenza di storie individuali quali singolarità statistiche di un universo che sembra andare in tutt'altra direzione, Mckay ci presenta i suoi personaggi come outsider disadattati cui il talento ed i trascorsi hanno insegnato che bisogna sempre diffidare delle apparenze (esemplare il motto di Mark Twain che apre il film) e ad avere una fiducia incrollabile solo nella forza della ragione più che nelle rassicurazioni del senso comune, unica Stella Polare in grado di guidare il cammino dell'uomo verso l'affermazione personale e la libertà etica.
Forte di un montaggio che ci traghetta attraverso i 130 minuti del film con pirotecnica irriverenza, questa broker-commedy aggiorna il mito sempiterno dello yuppismo degli anni '80 alla defilata marginalità degli analisti indipendenti del terzo millennio le cui strategie di indagine (dalla mera elaborazione dei numeri alla detection sul campo, dalla fortuna dei principianti alla rivalsa dell'ex) fanno emergere non solo le connivenze di un diffuso sistema di illegalità che lega tutti i soggetti in campo (banche d'affari, istituzioni di controllo, agenzie di rating) in una inestricabile trama di interessi indicibili ma soprattutto ci mostra la scomposta reazione immunitaria di un organismo malato pronta al rimbalzo anche quando la situazione appare ormai disperata. Cinema di impegno civile che mette alla berlina le fondamenta stessa di quel gigante coi piedi d'argilla che ben rappresenta il capitalismo finanziario americano, blandisce con gli avvincenti meccanismi della finzione romanzesca gli spiriti nobili del facile revisionismo storico (Te l'avevo detto io!) finendo per adombrare solo nelle sequenze documentarie che precedono i titoli di coda l'esito scontato di un colpo di coda (di spugna?) politico che salvi i grandi capitali scaricandone il peso e la responsabilità sul parco buoi di quella Silent Majority che non ha mai avuto voce in capitolo. Parterre di attori di primissimo piano, tra cui spiccano la disillusa tenacia di un ebreo agnostico con annessi sensi di colpa di un superlativo Steve Carell e l'eclettico trasformismo dell'inarrivabile barefoot-broker di Christian Bale che, dismesso l'edonismo psicotico dei suoi trascorsi a Wall Street, riesce a tirare su 1,3 billions of dollars anche con l'handicap di un occhio di vetro.
Cinque nominations agli Oscar 2016 ed una lunghissima carrellata di altri riconoscimenti di valore. Sul risultato verrebbe voglia di scommettere allo scoperto!

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