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Non essere cattivo

Regia di Claudio Caligari vedi scheda film

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La recensione su Non essere cattivo

di EightAndHalf
6 stelle

Trentadue anni dopo Amore tossico e diciassette dopo L'odore della notte, Caligari mette in scena una storia di droga e di perduta giovinezza, in cui la necessità di maturare coincide con la necessità di sopravvivere in un microcosmo in cui il traffico di droga è la modalità più ovvia di lavorare e di mettere insieme un po' di soldi. In particolare, seguiamo le vicende di Vittorio e Cesare, amici da una vita e compagni di (dis)avventure tra traffici illeciti, cocaina e alcol, un modello topico di gioventù perduta. L'approccio di Caligari nella prima parte del lungometraggio è notevole: oltre ad azzardare una lunga serie di sequenze ammalianti in cui penetra nel mondo veloce e allucinato dei due protagonisti, azzarda anche una tenerezza sporadicamente pietosa nell'osservare i suoi giovani sbandati, tradotta in un'ironia pungente e talvolta grottesca (l'allucinazione del pullmann di circensi sulla strada). Non pago di raccontare una semplice storia, nella prima metà di Non essere cattivo Caligari propone una presentazione dei personaggi mai scontata che passa attraverso le loro azioni e le loro serate allucinate, ma anche attraverso il contesto. I vari personaggi di contorno sono lo specchio di un mondo in cui la criminalità è inevitabile, e nel quale gli spiragli di innocenza sono perseguiti soltanto da coloro che maturano affetti. Sembra proprio che a far sopravvivere i due giovani sia il rapporto che li lega, e il comune interesse a fare della loro vita una totale nullafacenza.

 

Luca Marinelli

Non essere cattivo (2015): Luca Marinelli

 

Quando Caligari inquadra i toni assurdi delle ubriacature, si lancia anche in sequenze deformanti, giocando con il ralenti e i dettagli (le mani che si passano la cocaina, a illustrare le modalità del traffico, possono evocare una certa attenzione bressoniana per i gesti). Evita saggiamente il maledettismo, e nonostante mantenga un tono divertito non suggerisce mai gli eventuali benefici temporanei di una vita completamente "tossica", per usare un suo aggettivo, cioè a dire lo "sballo": è per questo che si può dire che il regista si tenga a una discreta distanza dallo stile di vita rappresentato. Il dilemma sta proprio nel momento in cui cominciamo a parteggiare per i due protagonisti, ad empatizzare con loro, e prima che Non essere cattivo diventi davvero un film "cattivo", ha inizio quella parabola discendente che è la seconda metà del film.

 

Luca Marinelli

Non essere cattivo (2015): Luca Marinelli

 

Il lungometraggio si snoda nelle storie dei due personaggi, che vanno sempre allontanandosi per ovvie divergenze nelle rispettive scelte di vita: Vittorio si lega a una donna con un figlio e trova nel di lei affetto la possibilità di allontanarsi da un mondo rispetto cui prova sempre più intolleranza; Cesare cerca sempre di imitare Vittorio e di farsi aiutare da lui, ma una tragedia familiare lo costringe a una gravissima ricaduta. Una tragedia cui si associa l'ammonimento del titolo, Non essere cattivo, che Cesare, nonostante cerchi di sistemarsi anch'egli con una donna, non riesce a rispettare. L'epilogo appare alla fine prevedibile, di ovvia costruzione narrativa, riconciliante rispetto all'allegra anarchia della prima metà di film, e addirittura lacrimevole. Benché lo si guardi con occhio affettuoso per la morte del regista, e dunque per la sua uscita postuma, Non essere cattivo è riuscito a metà, incapace di prendere una strada che si distacchi dall'ordinarietà, incapace di non usare un linguaggio cinematografico che pur con le medesime scelte narrative non ripercorresse canoni estetici banali e quasi anacronistici. Nonostante sia un film di sconcertante e rara sincerità.

 

Claudio Caligari

Non essere cattivo (2015): Claudio Caligari

 

Presentato fuori concorso a Venezia 72.

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