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Soldato semplice

Regia di Paolo Cevoli vedi scheda film

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La recensione su Soldato semplice

di mm40
5 stelle

La prima guerra mondiale sul fronte alpino vista attraverso gli occhi di Gino Montanari, maestro elementare romagnolo sulla cinquantina, richiamato alle armi a causa della sua condotta professionale - e di vita - sregolata.

 

Paolo Cevoli è una figura a parte nel firmamento della comicità televisiva nostrana 'made in Zelig', ovvero nel mucchio sparso di quei comici assurti alla celebrità grazie alla popolare trasmissione Mediaset. Romagnolo verace, caratterista stralunato, buon attore e mattatore incontenibile, Cevoli non ha mai disdegnato l'impiego di tormentoni o di personaggi fittizi tipici dei contenitori umoristici del piccolo schermo, anche se la sua natura comica è sempre stata, evidentemente, di tutt'altro stampo: in Soldato semplice, sua prima regia e sua prima sceneggiatura, suo primo ruolo da protagonista (dopo uno, come attore, marginale in 2061: un anno eccezionale - Carlo Vanzina, 2007), il Nostro rivela spudoratamente la sua ambizione 'chapliniana' a proporsi quale personaggio buffo, macchietta a tratti surreale con il 'vizio' della riflessione. Ambientato durante la prima guerra mondiale, il film racconta non solo le durezze del conflitto, ma anche la vita italiana di quegli anni che portarono all'avvento del fascismo, ricercando la stessa leggerezza utilizzata da Benigni e Cerami per La vita è bella (1997). Naturalmente le prime critiche che si possono opporre alla pellicola vengono da un possibile tentativo di sminuire la portata drammatica degli eventi storici al centro della vicenda; ebbene sì, la guerra è descritta in maniera fumettistica, approssimativa, quasi caricaturale, ma senza mai ridicolizzarne gli aspetti più atroci o dimenticarne la gravità per mere finalità ridanciane. Nel cast compaiono anche il giovane (esordiente sul grande schermo) Antonio Orefice, Luca Lionello, Ernesto Mahieux; Cevoli è coinvolto anche nella parte produttiva del lavoro. 5/10.

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