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Si accettano miracoli

Regia di Alessandro Siani vedi scheda film

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La recensione su Si accettano miracoli

di scandoniano
2 stelle

Seconda regia di Alessandro Siani, che non si migliora rispetto al pessimo debutto da autore. La confezione fiabesca malriuscita aumenta il senso di artificioso che si associa ad una regia didascalica ed una struttura che prova a dare spazio al protagonista a ogni costo. Poco originale, certamente prevedibile, a tratti irritante.

locandina

Si accettano miracoli (2015): locandina

 

Fulvio (Alessandro Siani), impiegato in un’azienda di successo, viene licenziato per tagli al personale. La sua reazione violenta lo porta in carcere, da dove lo tirano fuori i suoi fratelli, Germano (Fabio De Luigi) e Adele (Serena Autieri), per portarlo in un paesino sperduto dove lo stesso don Germano fa il parroco. La condizione economica precaria della parrocchia suggerisce a Fulvio uno stratagemma di marketing cinico e redditizio per risolvere tutti i problemi della comunità.

Ancora una regia per Alessandro Siani. Il fenomeno napoletano che muove masse considerevoli di spettatori, molti dei quali ancora col lutto al braccio per la perdita di Massimo Troisi, ammalia ancora una volta  il “suo” pubblico con le battute telefonate, la comicità completamente affidata alla fisicità, la faccia da schiaffi che rimane tale solo sul piano figurato. L’attore con le battute comprensibili non oltre Campobasso, oramai anche autore, incassa la considerevole cifra di quasi 16 milioni di euro, dimostrando di avere il suo zoccolo duro che lo segue anche dopo un film inguardabile come “Il principe abusivo”.

Si accettano miracoli” è un film scontato, senza alcun guizzo di originalità (chissà in che percentuale abbia influito la consulenza al soggetto di Neri Parenti), con battute che si intuiscono prima ancora di essere pronunciate. A contribuire è anche il registro comico monotono dell’attore napoletano, retaggio dei monologhi teatrali del suo background, per cui la sceneggiatura cerca ogni volta l’escamotage per lasciarlo in scena a recitare da solo (la parabola su Mosè è un esempio più che valido).

Prescindendo dal valore dei singoli elementi, e sorvolando su una recitazione mediocre, una regia scandalosamente didascalica ed una messa in scena involontariamente farsesca, nonché su tutte le clamorose falle di sceneggiatura (non è plausibile che pochi anni di seminario a Ravenna trasformino un’inflessione alla Siani in una alla De Luigi), il problema è che si capisce come va a finire la storia dopo 10 minuti di visione.

 

Alessandro Siani

Si accettano miracoli (2015): Alessandro Siani

 

Sa di dejà vu anche il manicheismo nelle caratterizzazioni da “Pane, amore e…”, così come un po’ tutti i personaggi sono stereotipati. Il controllo sul film suggerisce a Siani di dare lavoro alla Napoli vecchia e nuova: dai cabarettisti moderni (Lello Musella, Pasquale Palma, Maria Bolignano) ai caratteristi partenopei di lunga data (da Benedetto Casillo a Tommaso Bianco). Ciò che più caratterizza il film è tuttavia l’orda di ragazzini (fintamente) pestiferi a cui vengono affidate battute e mossette studiate a tavolino che risultano decisamente fasulle e stucchevoli (oltre a ricordare le “Simpatiche canaglie” di Hal Roach, il che rende meno desueto il riferimento al film con De Sica e Carotenuto).

Insomma Siani non ne azzecca una. Anzi, una sì: la location della splendida e non abbastanza conosciuta Sant’Agata de’ Goti, un vero gioiello da visitare.

 

Alessandro Siani

Si accettano miracoli (2015): Alessandro Siani

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