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Inside Out

Regia di Pete Docter vedi scheda film

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La recensione su Inside Out

di mc 5
10 stelle

Ci sono di quei film che ti cambiano la vita. E il bello è che anche Up, Wall-E e Toy Story 3 me l'avevano cambiata. Sia benedetta la Pixar e con essa il suo boss John Lasseter (le sue foto insieme a Miyazaky mi fanno ancora commuovere di brutto). Come faccio io adesso a parlare di un film che mi ha piegato in due dal piacere cinefilo, dalla goduria pop, dall'intelligenza dei sentimenti, dalla sensibilità umanistica, dalla brillantezza visionaria, dalla follìa sceneggiata, e da altre tremila cose. Ne parlerò poco, perchè le emozioni non son fatte per essere raccontate. E poi il cuore suggerisce aggettivi tipo "sublime" o "incantevole" e via così. Stavolta , giuro, nessun pippone (ci stavo giusto cascando di nuovo) per raccontare cosa ha significato per me il cinema-Pixar, per ribadire che al confronto le Ere Glaciali o i "cosini" gialli sono il Nulla, per dire che la Dreamworks non ce la farà mai a questi livelli e infine per affermare che la Pixar -per quanto mi riguarda- è Grande Cinema come Hitchcock e Truffaut. Già l'idea degli "omini nel cervello" è da standing ovation: a Hollywood molti sceneggiatori dormono e vengono pagati per scrivere commediole ipocrite e ruffiane alla Judd Apatow o per ravanare nelle paturnie identitarie dei cazzi di super eroi, sempre alla ricerca di sequel prequel e reeboot, ma qua si cambia musica, qua si lavora sul serio e di fino! Qua gli sceneggiatori sono brillanti sul serio e i dialoghisti costruiscono indiavolati scambi di battute, in un contesto dove TUTTI i personaggi hanno fortissime (e carinissime) caratterizzazioni. I bambini si divertono (più o meno che coi cosi gialli non m'interessa) e gli adulti godono. E poi, ma quanta psichedelia c'è nelle immagini di questo film?. E a proposito di suggestioni da rockers, qua pulsa una follìa psycho pazzesca che vale molto di più che appiccicare forzatamente con lo sputo ad un film le canzoni dei Doors quando queste non c'entrano una beata minchia di nulla (evabbè mi devo sfogare, scusate ma ce vò). Che personaggi! la piccola Riley mi ha fatto sciogliere (mi son commosso, ovvio) e i matti della stanza dei bottoni sono DIVINI tutti! E l'Elefantino è da sbudellarsi! Li vorrei abbracciare tutti insieme. Naturalmente non manca il tradizionale "corto" d'apertura, sul quale ho letto su fb commenti contrastanti: per me, lo dico con chiarezza, lo trovo Poesia Pura, di livello altissimo. Quel vulcano stanco e votato all'estinzione che trova linfa nel sentimento verso una "vulcanella" è di una tenerezza malinconica struggente. Beh, fa il paio, con quell'altro dove si narrava la storia d'amore tra due ombrelli in una metropoli battuta dalla pioggia. Sempre Poesia Alta. Il film va visto e non lo si può banalizzare con due righe di sintesi. Tale e tanta è la ricchezza di colori e di volti e di movimenti, una gioia per gli occhi ed il cuore. E vorrei rimarcare una cosa peraltro già nota. Questo capolavoro può esser visto con due sguardi diversi. Le facce buffe che fanno ridere i bambini (e qui è dove si fermano i Minions), ma ci sono film che vanno assai oltre (come il nostro) perchè l'adulto che lo apprezza lo fa -secondo me- non tornando bambino ma proprio osservandolo da adulto, come era ampiamente accaduto anche con UP e Wall-E. E questo -cinematograficamente parlando- è una specie di Miracolo, nonchè uno dei motivi primari per i quali la Pixar è la numero uno del cinema d'animazione mondiale. Ho appena letto in sequenza le recensioni entusiaste di Film Tv e di Repubblica e mi spiace non poter essere all'altezza di sviscerare tante qualità e tanti aspetti "nascosti" di un film che è fonte continua di spunti critici e di riflessioni, ma ho deciso di non cercare ispirazione nei discorsi (anche complessi) delle suddette recensioni: ho preferito far parlare il mio cuore. Non dimenticherò mai Riley, Gioia, Tristezza, Rabbia (fantastico il rosso incazzato!!) Paura e Disgusto. Ragazzi, questo è un film Rivoluzionario molto più di quanto appaia (basti pensare allo "sdoganamento" della tristezza, che qui viene rivalutata e promossa, alla faccia della tradizione Disney che voleva tutti sempre allegri e felici).
Non ho dubbi: questo è IL MIO FILM DELL'ANNO.

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