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Senza famiglia nullatenenti cercano affetto

Regia di Vittorio Gassman vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Senza famiglia nullatenenti cercano affetto

di hallorann
8 stelle

Cronaca di una morte accidentale ovvero “Senza famiglia nullatenenti cercano affetto”. Dal singolare interrogatorio di un giudice ai due imputati Antoniucci Agostino e Zavanatti Armando si snoda la vicenda dei due amici dianzi citati. Agostino è un trovatello alla spasmodica ricerca dei genitori e della mamma soprattutto. Spettatore in un circo stringe amicizia con Mister X, all’anagrafe Zavanatti Armando, il re dei maghi che si esibisce con il cagnolino medium Gaston. Divenuto orfano anche lui del prodigioso Gaston, per via di un fulmine nel bel mezzo dello spettacolo, le due anime si uniscono e cominciano a vagare. Quanto Agostino è candido e ingenuo, l’Armando è uomo di mondo e fa da amico, fratello, padre allo sventurato compagno di viaggio. Dopo varie disavventure, compresa quella paragiudiziaria, le loro strade si separeranno.

 

Vittorio Gassman e Paolo Villaggio, coppia formidabile e indimenticabile. Ben assortiti da un copione delizioso di Age & Scarpelli, Gassman regista firma in solitaria una commedia farsesca, satirica e grottesca (la maschera di Agostino in primis) ignorata all’epoca. In direzione ostinata e contraria agli umori giovanili del tempo: disconoscere i genitori, allontanarsene, contestarli. Armando aiuta Agostino a cercare i genitori, intesi come fonte di calore e affetto. Gli equivoci si susseguiranno prima che l’orfano Agostino trovi nel lavoro una “famiglia” protettiva, mentre Armando, spirito libero e zingaresco, continuerà a cercare il suo Gaston del cuore.

 

scena

Senza famiglia nullatenenti cercano affetto (1972): scena

 

Il lessico di due grandi sceneggiatori e la strampalata galleria di personaggi sono i piatti forti della pellicola: Sei un manigliere? Sono un insicuro (Agostino e l’amore); il documentarista maoista in ape Buialozzi che spara a zero su Roma (Massimo Sarchielli); la direttrice dell’orfanotrofio interpretata da Liù Bosisio; il presunto papà Cesare di Giancarlo Fusco, immerso in un mare di spazzatura; la mamma puttana Rossana Di Lorenzo; nel marasma sanitario (ieri come oggi?) riempiono lo schermo gli infermieri Sal Baccaro, Carlo Delle Piane e Toni Ucci; l’apparizione spiritosa del mago Silvan; il pappone sociologo il benessere edonistico dà la felicità? La cultura è nemica della felicità perché ti dà consapevolezza…solo gli ignoranti sono felici…beati i poveri di spirito; il travestito Cesarina dell’ottimo Luigi Zerbinati.

 

Gassman l’istrione si concede anche una poesia declamata con annesso peto, canzoncine infantili dal sapore di Giamburrasca e un gusto naif nel ritrarre una Roma marginale e poco vista. Bravissimo Villaggio in un ruolo alla Zavattini (un figlio ideale di Totò il buono).

 

scena

Senza famiglia nullatenenti cercano affetto (1972): scena

      

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