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Operazione U.N.C.L.E.

Regia di Guy Ritchie vedi scheda film

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M Valdemar

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La recensione su Operazione U.N.C.L.E.

di M Valdemar
4 stelle

 

locandina

Operazione U.N.C.L.E. (2015): locandina



Il senso di un'opera(zione) come Operazione U.N.C.L.E. sta tutto nella sfrenata propensione di Guy Ritchie a far casino. Un casino a tempo, innocuo: la visione del film è tanto scorrevole quanto altrettanto rapidamente scorre via senza lasciare tracce di sé.
Difatti, prevedibilmente, il metodo consolidato e vincente è la "sherlockholmesizzazione" di un soggetto (oggi poco conosciuto ai più) come la storica serie televisiva degli anni sessanta The Man from U.N.C.L.E.. Un puro pretesto, ovviamente.
Il regista nonché sceneggiatore britannico ne utilizza rozzamente i fondamenti, la aggiorna secondo i canoni e gusti moderni, ci imbastisce una storiella esilissima e risibile, addobba la confezione ibridando (sotto)generi (una costante oramai irrinunciabile), infonde il suo "tocco" (che val bene giusto un paio di sequenze; nella più riuscita - una gustosa alternanza tra il parossistico inseguimento in acqua di Illya Kurakyn/Hammer e il quieto pasto solitario su un camion di Napoleon Solo/Cavill - in sottofondo risuona la struggente Che vuole questa musica stasera di Peppino Gagliardi). E sottolineando ogni elemento - atmosfera e ambienti (l'italica sosta puzza di Dolce Vita da un chilometro), personaggi e passaggi, estetica e dialoghi - con un tratto enorme, lungo e altamente fosforescente di "figaggine" diffusa.
Tutto sembra e suona figo, molto chic, very glamorous - dagli attori alla ricostruzione d'epoca, dagli (stilosi) abiti agli accessori, dalle (innocue) botte agli inseguimenti, dagli split screen alle musichette a tema, dai colori pop alla grigia Berlino Est, dagli scambi di battute tra i due attori protagonisti (diverte, va detto, quando, impassibili, discutono di abbinamenti tra capi) alla loro, imprevedibile, bromance (chi ha pensato a Holmes e Watson ha una memoria normalissima).

Alicia Vikander, Armie Hammer, Henry Cavill

Operazione U.N.C.L.E. (2015): Alicia Vikander, Armie Hammer, Henry Cavill

Armie Hammer, Henry Cavill, Alicia Vikander

Operazione U.N.C.L.E. (2015): Armie Hammer, Henry Cavill, Alicia Vikander

Elizabeth Debicki

Operazione U.N.C.L.E. (2015): Elizabeth Debicki

Alicia Vikander

Operazione U.N.C.L.E. (2015): Alicia Vikander


Insomma, il fine è lo spettacolo, e il buon Ritchie sa spettacolarizzare - ovvero neutralizzare, rendere tronfio - qualsiasi cosa gli capiti a tiro secondo la sua elementare visione, che nasce da una scrittura modesta e si completa con una realizzazione di facciata sfacciata, ipertrofica, di rapido consumo e fondamentalmente "maschia".
Già, perché se Armie Hammer è "Pericolo" e Henry Cavill "Cowboy", allora Alicia Vikander dovrebbe essere "Bambolina". Cambia più vestiti che espressioni. Che poi è una e una soltanto: quella da bella bambolina bisognosa, una tenera cucciolotta sempre in posa come una statuina in teoria esperto meccanico, geniale doppiogiochista, consumata pilota. Mai credibile né incisiva né realmente fascinosa nonostante i primissimi piani sul broncio e l'abbigliamento grondante alta moda, l'attrice svedese (altrove apprezzata): demerito suo, certo, ma d'altronde il regista non è (mai stato) fine ritrattista di personaggi femminili ...
Medesima considerazione per il villain di turno, ossia Elizabeth Debicki: non pervenuta (ma la parte è scritta penosamente), non interessa, non ha senso.
Meglio, infatti, se la cavano (e risultano) Hammer e Cavill; che, in fondo, non fanno altro che stare al gioco.
Il problema è capire se il gioco si ferma qui oppure proseguirà.


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