Espandi menu
cerca
Scarface

Regia di Howard Hawks, Richard Rosson vedi scheda film

Recensioni

L'autore

giansnow89

giansnow89

Iscritto dal 27 aprile 2017 Vai al suo profilo
  • Seguaci 23
  • Post 16
  • Recensioni 268
  • Playlist 14
Mandagli un messaggio
Messaggio inviato!
Messaggio inviato!
chiudi

La recensione su Scarface

di giansnow89
8 stelle

Uno dei capostipiti del genere gangster.

Ad uno spettatore di oggi questo film potrà apparire come qualcosa di già visto, perché ormai siamo abituati veramente a tutto. Eppure la grande epica gangster di Coppola, De Palma, Scorsese, trae le sue fondamenta proprio da questo primo seminale film sul genere, che precede di 40 anni buoni i registi della New Hollywood (insieme all'altro caposaldo Nemico pubblico del 1931). Oltre al sostanziale diritto di primogenitura (o al massimo secondogenitura) sul filone dei gangster movies, sono da registrare altri dati storici, che restituiscono l'unicità dell'opera. Il film fu girato in piena epoca di proibizionismo, quando la piaga della guerra tra bande era ancora un fatto tangibile e non un appunto sui libri di storia. Era di conseguenza un'opera potenzialmente pericolosa, in una nazione che si divideva fra un puritanesimo di facciata e il vizio dei locali illegali. Di chi avrebbe tenuto le parti, Hawks? Dei delinquenti o dei giusti? Il Codice Hays, non ancora entrato in vigore ufficialmente e di fatto ignorato dalle major cinematografiche, era comunque spettatore silenzioso e interessato. Quindi largo alle sparatorie, ma senza far apparire l'alter ego di Al Capone come un modello. Il confronto con il remake di De Palma è inevitabile. Ecco, il suo Tony Montana era tutto eccessi, esagerazioni, lussurie. Era un simulacro vuoto, pura esteriorità. Il sottotesto incestuoso con la sorella era talmente palese da non potersi definire nemmeno sottotesto. Di Montana ci rimangono impressi nella memoria la sua mega-villa, la mega-vasca idromassaggio, i soprammobili d'oro, il kitsch dei suoi arredamenti, e ci ricordiamo più di tutte queste cose che delle sue gesta criminose. Nel film di Hawks, la ricchezza del protagonista si palesa soltanto attraverso il suo nutrito guardaroba, ma di fatto il suo Camonte è un personaggio con più anima di Montana, più sofferto e meno dedito all'accumulo. La cosa non è di poco conto: un giovane dell'epoca, osservando lo stile di vita opulento del protagonista, avrebbe potuto essere spinto all'emulazione. Ci sarebbero poi da aprire mille e uno parentesi sull'emulazione di modelli visti al cinema o in tv, un fenomeno psicologico per certi versi assurdo e inesistente: ma il codice Hays che dal 1934 vincolerà tutto e tutti, si baserà anche e soprattutto su questo assunto. Per conservare il potere, Camonte è costretto a fare fuori chiunque lo intralci, per sua stessa ammissione. L'uccisione del suo migliore amico, che in De Palma fu quasi sorprendente, in Hawks appare come una naturale tappa della sua parabola di perdizione. La gelosia e l'ossessione per il dominio rovinano irreversibilmente un uomo che pure Hawks non aveva mai avuto timore di rappresentare come un tipo bonario e allegro.

Ti è stata utile questa recensione? Utile per Per te?

Commenta

Avatar utente

Per poter commentare occorre aver fatto login.
Se non sei ancora iscritto Registrati