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The Wolf of Wall Street

Regia di Martin Scorsese vedi scheda film

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La recensione su The Wolf of Wall Street

di jonas
7 stelle

Ascesa e caduta di Jordan Belfort, che è entrato come broker a Wall Street nel giorno sbagliato (il 19 ottobre 1987, lunedì nero) ma ha saputo risollevarsi imparando a fregare il prossimo: fa un sacco di soldi, assume compulsivamente droghe di ogni tipo, ha una moglie decorativa e una quantità imprecisabile di donne, ma alla fine attira le attenzioni del FBI. Scorsese evita di ricalcare Wall Street di Stone, eliminando dopo pochi minuti il personaggio del mentore McConaughey (che peraltro ha un ruolo molto incisivo), e si concentra sui prodigi della finanza creativa nel mondo contemporaneo: ossia, come prendere un branco di scioperati buoni a nulla e riuscire a fargli vendere fuffa a una sterminata clientela di gonzi. Un film grottesco, bulimico, dal montaggio frenetico (ricorda Casinò), che non perde di vista il tema di fondo: la disarmante facilità con cui una persona spregiudicata può arricchirsi in un’economia impalpabile e sempre più slegata dal mondo reale. Nella filmografia scorsesiana è accostabile a Quei bravi ragazzi (anche per il protagonista che parla in macchina): la vita spericolata di un delinquente che l’ha sfangata tradendo i compari e che ora si annoia della normalità alla quale è approdato. Minutaggio francamente eccessivo, troppe scene madri con DiCaprio che arringa le folle o che si rimbambisce di stupefacenti; ma almeno è un film in perfetto stile Scorsese, non una brutta imitazione di Spielberg come Hugo Cabret.

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