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I Puffi 2

Regia di Raja Gosnell vedi scheda film

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La recensione su I Puffi 2

di supadany
6 stelle

Secondo (in)evitabile capitolo de “I puffi”, un film per famiglie, nato e finito per conquistare questa attenzione e come tale merita di essere valutato.

Nessuna sorpresa, ma almeno ci si diverte (un minimo), sempre se si è andati d’accordo con il primo film e segnatamente con i suoi personaggi.

Gargamella (Hank Hazaria) ha sempre la stessa idea in testa e per conseguirla ha bisogno di Puffetta che cerca di abbindolare creando due creature a lei similari.

Dopo averla trasportata nel mondo degli umani, sembra che il suo piano possa funzionare, ma Grande Puffo vuole salvarla facendo affidamento sui suoi amici in carne ed ossa conosciuti nella precedente avventura (Neil Patrick Harris e Jayma Mays) per salvare capre e cavoli.

 

scena

I Puffi 2 (2013): scena

 

Niente che faccia tremare i polsi, il canovaccio è scritto (a chiare lettere), quello che conta rimane quindi quanto ci si possa divertire, aspetto, in buona sostanza, legato a quanto il primo capitolo sia stato apprezzato dato che filologicamente ha una traccia speculare.

Infatti, i pregi ed i difetti sono su per giù i medesimi, nessuno scossone nella trama, ma maschere esagitate che funzionano quanto basta.

Ancora una volta il palcoscenico lo strappa il gatto Birba (per chi scrive, è una forza della natura) e non i puffi (mediamente poco simpatici), il Gargamella di Hank Azaria non può che replicarsi (ma in fondo, va già bene così); quando si ride è per merito loro, i cattivi, per la cronaca senza alcuna speranza nella ricerca disperata dei loro storici obiettivi.

Dopo di che l’azione è spesso a rotta di collo, vedasi la scesa della ruota panoramica che esce dai suoi binari, ma il più è affidato ai disastri che i cattivi continuano strenuamente imperituri a generare.

Insomma, tutto come da copione in questo film, d’altro canto non poteva certo immolarsi alla ricerca di nuovi lidi (quando i suoi “solidi” già ce li aveva), ed il risultato è uno spettacolo di routine da giudicare esclusivamente per il grado di divertimento che è in grado di generare (lo spartiacque in questo caso sta tutto qui).

E per questo, soggettivamente, rimane un sequel onesto.

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